🚨🚨🚨🪖🇮🇹🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Torno a pubblicare, come annunciato poco fa, la valutazione della riunione d'emergenza convocata ieri dal ministro Crosetto. A mio avviso uno dei momenti più significativi, lato italiano, dall'inizio della guerra e probabilmente degli ultimi anni. Buona lettura.
"Capisco bene che sia un sabato sera, che ci siano già entrati nelle narici le prime avvisaglie di primavera, che l'Italia del rugby ha appena battuto per la prima volta nella storia l'Inghilterra facendoci godere, ma non possiamo far finta di niente, fingere che sia un momento come gli altri, uno di quelli già visti, uno di quelli in cui c'è molto rumore ma nulla succede.
La riunione d'emergenza convocata oggi dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, così come la scelta di darne notizia, e in questi termini, rappresenta un primo momento spartiacque nella comunicazione del governo rispetto alla guerra in Medio Oriente.
Cosa si evince dalle parole del ministro della Difesa? Quali sono le conseguenze nell'immediato?
Le dichiarazioni sono talmente oneste da far sì che non vi sia bisogno di andare a caccia di retroscena. Credo che le notizie più importanti siano almeno tre. Non è il momento del panico (non serve), ma è un momento davvero molto delicato.
La prima: il ministro Crosetto ha sentito l'urgenza di convocare nella stessa stanza (sebbene virtualmente) il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, il Direttore Nazionale degli Armamenti, Ammiraglio di Squadra Giacinto Ottaviani, e i rappresentanti dell'industria della difesa italiana.
Perché è importante? Perché possiamo immaginare che lo Stato abbia chiarito quali sono le proprie carenze principali in termini di difesa, le falle da tappare con maggiore rapidità.
Cos'abbiamo qui? Un confronto aperto: dove siamo deboli, cosa vi chiediamo, cosa siete in grado di darci in breve tempo.
Traduzione: Roma crede di essere in un momento di pre-crisi. Teme che il prefisso sarà presto rimosso. E tenta di compattare il sistema Paese, chiede di fare gli straordinari, finché ci sarà tempo.
Lo Stato sta sollecitando l'industria della difesa, le fabbriche, i luoghi fisici che dovranno mobilitare l'acciaio e il ferro.
La seconda notizia: Crosetto parla apertamente di momento "delicato e drammatico", rimarca la necessità di "ridurre al minimo gli impedimenti e le procedure burocratiche".
Cos'abbiamo qui? Un'esortazione. Crosetto sta di fatto suggerendo la necessità di agire a un ritmo da "tempo di guerra". O poco meno.
La terza, probabilmente la più inquietante. Crosetto si sofferma in particolare sull'importanza di rafforzare "in tempi brevissimi", specialmente la difesa aerea.
Possiamo trarre da tutto questo un'indicazione tanto allarmante quanto onesta: l'Italia non esclude di ritrovarsi in poco tempo nella condizione di doversi difendere.
È una considerazione semplice, quasi banale, ma che il vertice di crisi odierno rende una prospettiva tangibile, concreta. Tanto vi dovevo".
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