🚨🪖🇺🇦🇷🇺 La “lettera aperta” di Volodymyr Zelensky è un piccolo grande capolavoro comunicativo. Ho isolato almeno 10 passaggi cruciali che meritano di essere analizzati e approfonditi. Ma prima di iniziare, una piccola premessa. Non è un caso che la lettera sia “aperta”. Zelensky avrebbe potuto scrivere una missiva del genere, indirizzare verso Mosca le stesse proposte, ma tenendola riservata. Il fatto che il presidente ucraino abbia deciso di renderla pubblica, che abbia utilizzato volutamente certe parole e certi toni, chiarisce che l’uomo del Cremlino è solo uno dei molti destinatari del messaggio. Vediamo quali sono gli altri. Buona lettura.
1) “Sentiamo spesso dire che la guerra vi sta bene. Naturalmente, non nei casi in cui si tratta della sicurezza della vostra residenza a Valdai o della parata a Mosca. La vostra vita personale, per voi, ha valore. Ma ora vediamo tutti che questo, finalmente, sta smettendo di andare bene ai russi - il fatto che la guerra porti sempre più negatività alla Russia. A loro non piacciono i nostri droni e i nostri missili. A loro non piace la carenza di benzina e il costante aumento dei prezzi. A loro non piacciono i divieti continui. A loro non piace la vostra intenzione di organizzare una seconda ondata di mobilitazione, per allargare la guerra a un’altra direttrice in Ucraina o indirizzarla contro qualche altro Paese - vicino della Russia. A loro non piace che non si veda una fine alla vostra guerra. (…) Una volta ogni pochi mesi, spostiate le scadenze ultime per la conquista delle nostre regioni, prima di tutto dell’oblast di Donetsk. Non la conquisterete neppure quest’anno (…) Ma noi, in Ucraina, non vogliamo una guerra permanente. Sappiamo bene che senza guerra è infinitamente meglio. Vogliamo ottenere questo risultato. Sono convinto che la maggioranza dei russi sia pronta a dare a questo una risposta positiva, e voi lo sapete”.
Perché è importante? Perché Zelensky sfida Vladimir Putin, facendosi interprete del sentimento del popolo russo, sottraendogli il monopolio della sua rappresentanza. Putin è l’uomo nella torre, il vecchio tiranno asserragliato nel castello sotto assedio, pronto a tutto per la sopravvivenza, anche ai danni della sua gente, usata come carne da cannone. Il presidente ucraino esalta così la contrapposizione fra l’uomo del Cremlino e la “maggioranza” russa, separandone i destini, e in prospettiva la valutazione.
2) “Molti non credevano che l’Ucraina avrebbe resistito così a lungo nella difesa. Voi non ci credevate. E neanche coloro che vi consigliavano ci credevano. È stato un errore. Non vi aspettavate una resistenza su vasta scala da parte dell’Ucraina e non prevedevate che tutto sarebbe arrivato così lontano. Ma siamo tutti qui - nel quinto anno dello scontro su vasta scala. Non abbiate paura di uscire dalla guerra - questa è la cosa principale che ora vi viene richiesta. L’Ucraina conserva la propria indipendenza. E la conserverà. A dispetto di qualunque altra previsione”.
Perché è importante? Perché Zelensky chiarisce a Putin il fallimento della sua guerra, l’effetto boomerang delle sue azioni. Gli comunica che nessuna soluzione militare priverà l’Ucraina della sua sovranità, riportandola nella sfera d’influenza di Mosca. Per questo gli parla da uomo a uomo: “Non abbiate paura di uscire dalla guerra”, è l’unica exit strategy a disposizione.
3) “Non permetteremo che abbiano successo coloro che cercano di convincervi che le sanzioni contro la Russia saranno sensibilmente alleggerite e che il sostegno all’Ucraina sarà sensibilmente ridotto senza cambiamenti sostanziali nella vostra posizione sull’Ucraina. L’esempio di Orbán dimostra con quale vergogna finiscono coloro che scelgono di aiutare la Russia nella guerra contro di noi”.
Perché è importante? Perché Zelensky parla anche a Washington e alle cancellerie europee più sensibili alla prospettiva di un ritorno al “businees as usual” con Mosca. L’Ucraina non si farà da parte, non accetterà che tutto ritorni a scorrere come nulla fosse. Molte opinioni pubbliche (non tutte, purtroppo) lo hanno compreso meglio delle stesse leadership politiche: l’esempio di Viktor Orbán serve da monito. Chi sceglie di aiutare Mosca, o di fare da sponda politica alla narrazione russa, non finisce dalla parte della “pace”, ma dalla parte della vergogna.
4) “Abbiamo portato la guerra sul vostro territorio, e voi non sareste riusciti a farvi fronte senza l’aiuto della Corea del Nord. Siete il primo governante della Russia che è stato costretto a rivolgersi a Pyongyang per avere aiuto. E oggi dipendete completamente dalla Cina - anche questo per la prima volta nella storia della Russia”.
Perché è importante? Perché Zelensky torna a esporre al pubblico russo il fallimento strategico di Putin. Per un popolo imperiale, orgoglioso del suo passato (l’unica cosa che gli è rimasta), è un pugno nello stomaco, un’umiliazione storica. Putin è l’uomo che reso Mosca più fragile, dipendente, sola. Voleva conquistare l’Ucraina - e lo vuole ancora - ma oggi fatica a difendere il proprio territorio.
5) “Speravate in disordini interni in Ucraina, ma sono state le vostre stesse formazioni militari a ribellarsi contro di voi. Il 23 giugno ci sarà un nuovo anniversario, e il silenzio non cancellerà questo fatto dalla storia”.
Perché è importante? Perché Zelensky sta rievocando la ribellione di Evgenij Prigozhin, il momento in cui Vladimir Putin è andato più vicino a perdere il controllo. Non sapremo mai cosa sarebbe accaduto se il leader Wagner non avesse fermato la propria marcia su Mosca. Possiamo intuirlo. E quell’episodio resta un memento su quanto possa essere improvviso un rovescio della Storia.
6) “Abbiamo visto documenti dell’intelligence secondo cui ora state valutando piani di guerra anche per il 2027 e il 2028. Sappiamo inoltre che sperate che la balistica faccia per voi ciò che tutto il resto non ha fatto. Volete trascinare ancora di più la Bielorussia nella guerra, e ora siamo costretti a prepararci anche a questo. Vediamo che state giocando una qualche partita con la Transnistria. I vostri propagandisti minacciano, in un modo o nell’altro, tutti i vicini della Russia. Volete davvero passare attraverso tutto questo? La scelta ora spetta a voi. Basta guerra. L’Ucraina propone di porre fine a questa guerra”.
Perché è importante? Perché Zelensky chiarisce a Putin di essere informato sulle sue manovre sotterranee: al confine bielorusso, in Moldova, in Armenia. Davanti al mondo offre una via d’uscita: basta guerra, l’Ucraina è pronta.
7) Vediamo che gli Stati Uniti dedicano tutta la loro attenzione alla questione dell’Iran, ed è sbagliato limitarsi ad aspettare che, nella loro attenzione, arrivi il turno della guerra in Europa. L’Ucraina propone di concludere la guerra in un formato tra noi e voi. Vi propongo un incontro. Tutti hanno sentito come i vostri rappresentanti, sorridendo, dicevano che io, a quanto pare, potrei venire a Mosca. Ma dopo questi 26 anni, un leader ucraino nella vostra capitale, così come un leader russo a Kyiv, non ha nulla da fare. Ci sono Paesi che tradizionalmente ospitano i leader per risolvere questioni di guerra e di pace. La Svizzera, la Turchia, i Paesi del mondo arabo - molti possono e vogliono ospitare questo incontro. Sono proprio i leader a risolvere le questioni chiave - è sempre stato così e sarà sempre così. Propongo di stabilire una data chiara per l’incontro. Abbiamo sentito che in Alaska vi è stata promessa la soluzione di alcune questioni che riguardano l’Ucraina e l’Europa. Ma vedete che le questioni ucraine ed europee non si risolvono ad Anchorage.
Perché è importante? Perché Zelensky chiarisce che la pace e il processo che vi condurranno dovranno essere dignitosi. Kyiv si è guadagnata il diritto di uscire dalla guerra a testa alta. E non subirà le condizioni dettate da chicchessia. Anche Donald Trump è avvisato: il documento di Anchorage cui Mosca fa spesso riferimento come “base” per un compromesso non è vincolante per l’Ucraina.
8) “Poiché la guerra continua in Europa, e a noi in Ucraina servono garanzie di sicurezza, e voi volete garanzie di sicurezza per voi stessi, appare logica la partecipazione di coloro che possono davvero agire da garanti. Riteniamo necessaria la partecipazione dell’Europa - di coloro che hanno davvero la capacità di influire sulla situazione”.
Perché è importante? Perché Zelensky fissa la presenza dell’Europa al tavolo del negoziato come condizione. Attenzione: dell’Europa. Probabilmente non dell’Unione Europea. Si intuisce quando Zelensky parla di “coloro che hanno davvero capacità di influire sulla situazione”. Regno Unito, Francia, Germania sono i maggiori indiziati della citazione.
9) “Riteniamo che gli Stati Uniti debbano essere nel processo, e questo è ciò che può definire la configurazione della nuova architettura di sicurezza nella nostra parte del mondo. Abbiamo già avuto l’esperienza di molti trattati con la Russia e degli accordi di Minsk, che non hanno funzionato. Perciò bisogna trovare innanzitutto le nostre risposte bilaterali alle questioni che esistono, e non nascondersi dalle questioni difficili dietro formule qualsiasi, gruppi tecnici o perdite di tempo nella diplomazia della spola. Con la vostra guerra avete separato per sempre l’Ucraina e la Russia. La linea del fronte, oggi, è la linea da cui deve cominciare la diplomazia. L’Ucraina è pronta a cessare completamente il fuoco - per il periodo in cui si svolgeranno i negoziati. Ed è una pratica standard, confermata ora anche dalle circostanze attorno all’Iran. Il tentativo di stabilire un vero silenzio è il miglior punto di partenza per cominciare a parlarsi. Riteniamo che non sarà solo un tentativo, ma un vero cessate il fuoco, se voi lo vorrete. Sapete che il monitoraggio del cessate il fuoco lungo la linea di arresto può essere garantito dagli Stati Uniti”.
Perché è importante? Perché Zelensky ribadisce che la base di partenza per ogni negoziato dovrà essere l’attuale linea del fronte: l’Ucraina non rinuncerà a territori che sono sotto il suo controllo. Di più: il primo passo per la pace dovrà essere un cessate il fuoco. Gli Stati Uniti potranno avere un ruolo monitorando il rispetto della tregua.
10) “Ora sono i vostri stessi funzionari, uomini d’affari e propagandisti a guardarvi con evidente stanchezza. Il mondo lo vede. Nel mondo non c’è quella stanchezza dell’Ucraina su cui avete a lungo contato. C’è invece stanchezza della Russia persino tra coloro che, nel mondo globale, vi aiutano ad aggirare le sanzioni e a tenere a galla l’economia. Non potete non accorgervene. Dopo 26 anni, la vecchiaia ha cominciato a fare il suo corso. Più si andrà avanti, maggiore sarà la stanchezza anche nei vostri confronti. Se voi personalmente, nei vostri pensieri, non arriverete all’idea che è tempo di concludere questa guerra, l’Ucraina continuerà a combattere per la propria esistenza. Avremo chi ci sosterrà. Ma anche voi dovrete combattere molto di più per la vostra esistenza - non quella della Russia, ma la vostra personale. E questa non è una minaccia da parte mia o dell’Ucraina. Sono fatti della storia russa che conoscete bene: quando la Russia si stanca, avvengono cambiamenti. Noi possiamo lavorare per questa stanchezza. Voi potete fermare la vostra guerra”.
Perché è importante? Perché Zelensky avverte Vladimir Putin: la Russia è pericolosa. Un leader che diventa un problema può essere divorato in qualsiasi momento dal vecchio Orso. L’Ucraina continuerà a combattere, può aumentare problemi che Putin oggi forse ignora. Il tiranno nel castello ha una strada: fermarsi ora.
Spero tu abbia apprezzato questo approfondimento. Dietro c'è un duro e lungo lavoro. Per premiare il mio impegno, puoi sostenere questo spazio indipendente.
Iscriviti adesso: https://dangelodario.it/iscriviti
Scarica l'app per iPhone: https://apps.apple.com/it/app/il-blog-di-dario-dangelo/id6447184554
Ti ringrazio.