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Pubblicato il 26 marzo 2025
Non più stralci di conversazione, passaggi estrapolati dal contesto, allusioni senza prove. Jeffrey Goldberg, direttore di The Atlantic, dinanzi alle accuse della Casa Bianca ha schiacciato il pulsante nucleare, fornito al pubblico americano il contenuto integrale della chat della discordia, quella che da tre giorni rappresenta una fonte di enorme imbarazzo per l’amministrazione Trump.
Era quanto The Donald – descritto in queste ore come nervoso, profondamente irritato dal fatto che il caso stia oscurando il suo operato – sperava arrivato a questo punto di evitare.
Perché? Perché è la mossa che espone una linea di difesa comunicativamente molto fragile. Di più: perché impedisce all’amministrazione di voltare pagina.
Il risultato in questione è il mix di due ingredienti che miscelati non lasciano scampo: primo, la mancata ammissione di un errore madornale, grossolano, da parte dei protagonisti del gruppo Signal incriminato; secondo, l’assenza di chiarezza, di verità, una volta che la fuga di notizie è trapelata sulla stampa.
E adesso? Adesso silenziate gli altri gruppi: è questa l’unica chat che conta.

Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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