Passeremo Le Pen dell’inferno

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Nel giorno in cui i mercati lanciano segnali allarmanti sulla situazione dei conti italiani, Di Maio e Salvini come sempre interpretano le rispettive parti: il poliziotto fesso e quello pazzo. Perché non ci sono i margini per trovare qualcosa di buono – e cattivo è dargli troppo filo – in un governo che dice di voler combattere il gioco d’azzardo ma alla fine proprio questo fa coi soldi degli italiani.

Uno, Di Maio, parla di complotto, vede spettri ovunque. L’altro, Salvini, evoca Soros e speculazioni anni Ottanta. Se non fosse che i margini per speculare li hanno creati proprio loro, se non altro che se l’Italia adesso è a rischio è proprio per l’instabilità che M5s e Lega hanno creato a colpi di deficit.

Ma che il lungo tunnel imboccato dal Paese sia solo all’inizio lo si capisce dal fatto che il leader del partito politico attribuito dei maggiori consensi, anche stavolta Salvini, si accompagni orgogliosamente con Marine Le Pen. Quella Marine Le Pen. Figlia di quel Jean-Marie Le Pen. Fieramente ma pericolosamente razzista e populista. Un biglietto da visita che l’Italia farebbe bene a strappare in tempo. A meno che non si decida, alla fine, di seguire nel baratro Salvini. E di passare con lui Le Pen dell’inferno.

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