Un vasetto di Nutella lo “seppellirà”

Ha una capacità non da poco, Matteo Salvini: quella di far rimbalzare i suoi errori e le sue mancanze sui propri avversari. Come un pallone tirato contro il muro: torna sempre indietro. Così se il ministro dell’Interno nel giorno di Santo Stefano “se ne frega” (per usare un’espressione a lui cara) del terremoto a Catania e dell’uccisione del fratello di un collaboratore di giustizia al quale lui – proprio lui – avrebbe dovuto garantire la sicurezza, e posta una foto mentre mangia pane e Nutella, la colpa è degli avversari che non sanno cosa dirgli.

No, caro Salvini. Il punto è proprio l’opposto: nessuno vuole sindacare sul pane e Nutella a colazione. Nessuno si sognerebbe di suggerirti un’altra crema spalmabile per le feste. Ma con tanti problemi da risolvere, con tanto dolore anche a Natale, è opportuno che il ministro dell’Interno informi i suoi followers della colazione a base di pane e Nutella?

Il gioco di Salvini è scaltro, rodato, collaudato per crogiolarsi in un vittimismo che – lui crede – non farà altro che gonfiare le vele del suo consenso. Dopo la foto con la Nutella ha puntualmente polemizzato promettendo che da oggi avrebbe fatto colazione con marmellata e burro. Stamattina, non contento, ha pubblicato la foto di una tazzina di caffè.

Insiste, evidentemente, per far passare il messaggio che più gli conviene. Ovvero che il problema sia il pane e Nutella. No che non lo è. Nessuno ha parlato davanti alla pasta al ragù, per dire.

Sono come voi, sembra suggerire addentando la colazione di Santo Stefano. Mangio le vostre stesse golosità, quelle a cui non riuscite a resistere, possibile non capiscano? Subdolo è subdolo, intelligente pure, ma lungimirante no.

Perché verrà un tempo, molto presto, che gli italiani si stancheranno delle foto inopportune e di cosa mangia e beve a colazione, pranzo e cena Matteo Salvini. Ci sarà un tweet, un post, un commento in diretta Facebook, che tradirà l’insensibilità e l’inadeguatezza del ministro. Un vasetto di Nutella lo “seppellirà”.

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