Sci-muniti o sci-attori?

Il sospetto che Luigi Di Maio nel suo video di buon anno abbia fatto confusione esiste. Perché “la fine dell’inizio” rivendicata da Giggino sui monti di Moena accanto al caro “Dibba” assomiglia più che altro a “l’inizio della fine”. Come dire che scambiando l’ordine degli addendi il risultato cambia. Eccome se cambia.

Resta poi da capire che cosa si avvii verso la fine. Se l’Italia in balia di un governo che vive di proclami. Se il MoVimento 5 Stelle, vittima delle sue promesse irrealizzabili. O semplicemente Luigi Di Maio, affiancato da un tutor richiamato dal Guatemala, una sorta di “navigator” personale, per dirla alla sua maniera, che da qui a maggio avrà il compito di frenare la picchiata dei grillini ed arginare Salvini.

Ne deriva una deriva. Nel senso che per stare dietro ad un politico che cavalca gli istinti peggiori, la strana coppia dovrà giocoforza appiattirsi su una partita fatta di temi populisti e popolari.

In tutto questo c’è poi il gioco delle parti. Perché su un messaggio di due minuti, Di Battista parla meno di 20 secondi. Quasi Di Maio avesse voglia di riaffermare i ruoli gerarchici: qui comando io, qui la linea la detto io. Come no? L’invito è ad osservare Dibba nel minuto e 40 di monologo “giggesco”. Si agita inquieto, muovendosi avanti e indietro sulle punte. Sorride e guarda Di Maio con occhi felini. Come quelli di chi sa che dalla caduta dell’altro dipende anche la propria ascesa.

Perché, restando in tema di montagna, è pure apprezzabile lo slalom tentato da Luigi: i paletti da evitare sono da una parte quelli di una base grillina delusa, dall’altra quelli di un Salvini che rende la pista scivolosa ad ogni sterzata. Ma l’impressione definitiva è che Di Maio e Di Battista sappiano bene che il loro ostentato idillio è destinato a sciogliersi come neve al sole. Sci-muniti o sci-attori? Forse più la seconda.

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