Promesse trivellate

L’ennesima giravolta, l’ulteriore conferma che le promesse valgono: sì, per accaparrare i voti e scappare. Lontano però. Lontano e a lungo. Perché è onestamente difficile pensare che il MoVimento 5 Stelle possa ripresentarsi in Puglia dopo aver promesso nell’ordine: chiusura dell’ILVA, stop a gasdotto tap e no alle trivelle. E aver fatto esattamente l’opposto.

Chiamatelo MoVimento 4 stelle, e come gli alberghi che se ne mettono una in più per attirare turisti qui il sospetto è che il meccanismo sia lo stesso nei confronti degli elettori. La stella ambientalista si è spenta, eclissata, esplosa in un universo di bugie. Come quella, la solita, che le esplorazioni petrolifere nel mare di fronte alle regioni Puglia, Basilicata e Calabria, fossero inevitabili poiché già autorizzate dal governo precedente. Peccato che nel frattempo ci siano stati sei mesi per mettere a punto la normativa sulla quale Di Maio sostiene il governo stia ancora lavorando, quella per fermare i percorsi di concessione avviati negli anni precedenti.

Lo scaricabarile continua. Sempre, su tutto. Ancora di più se si tratta di petrolio. E di promesse trivellate.

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