9 promesse tradite dal governo, finora

Ci sono una serie di articoli destinati ad avere breve durata. Superati dalla cronaca, dalla velocità dei fatti che si rincorrono. Ecco: quello che state per leggere ne è un esempio perfetto. L’elenco di promesse tradite dal governo M5s-Lega, del resto, si allungherà inevitabilmente. Ma ogni tanto è giusto un ripasso, così, per restare aggiornati.

In attesa di leggere i decreti – se mai arriveranno – di reddito di cittadinanza e quota 100, ecco 9 volte in cui il governo non è passato “dalle parole ai fatti“.

  1. Taglio delle accise sulla benzina: promesso da Salvini per mesi, forse per anni. Non ce n’è traccia, anzi: è di oggi la notizia che il prezzo dei carburanti potrebbe aumentare. Per non dimenticare: “Dalle parole ai fatti“?
  2. Gasdotto Tap: “Con il governo del Movimento 5 Stelle in due settimane quest’opera non si fa più“, parola di Di Battista. Il Tap si fa.
  3.  Chiusura Ilva: Grillo voleva costruire sulle sue ceneri un parco giochi. Di Maio l’ha tirata per le lunghe all’inverosimile coprendosi di ridicolo. Alla fine la più importante industria del Meridione è salva. Alleluia.
  4. Terzo Valico. Come sopra: non si fa, non si fa. Si fa.
  5. Banche: Questa è fresca: per anni se la sono presa con i governi che hanno salvato le banche. Hanno fatto lo stesso con Carige in un Consiglio dei Ministri notturno di dieci minuti. Lo stesso. Loro.
  6. Rimpatri: Salvini in campagna elettorale:”Centomila clandestini da espellere sono pochi. Ci sono mezzo milione di irregolari in Italia. Con le dovute maniere vanno allontanati tutti“. A quanti siamo? Poco più di mille. Buon lavoro.
  7. Condono: “Cercate una mia proposta di legge di condono che riguarda Ischia o qualche altra regione: se la trovate mi iscrivo al Pd“, Di Maio dixit. Ovviamente ha inserito il condono in manovra. Per ora Luigi Di Maio non si è ancora iscritto al Pd.
  8. Flat tax: Aliquota unica del 15% per tutte le famiglie (Irpef) e tutte le imprese (Ires). Questo promettevano. La tassazione interesserà solo i contribuenti con partita IVA e ricavi non superiori a 65mila euro. Soldi pochi, coraggio ancora meno.
  9. Deficit: Quelli che “non arretriamo di un millimetro il 2,4% non si tocca“. Dopo miliardi bruciati sui mercati sono passati al 2,04% piegandosi all’Europa. Meglio per l’Italia, sia chiaro. Ma come faceva la canzone? Parole, parole, parole…

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