La lezione di Stefania Prestigiacomo

Sull’essere berlusconiana di Stefania Prestigiacomo nessuno può nutrire dubbi. Forzista della primissima ora, in Parlamento dal ’94, senza tentennamenti dettati dal momento, il patentino di fedelissima del Cav se l’è conquistato sul campo. Una premessa che risulta obbligata per chiarire che non si può accusare la deputata siciliana di essere di sinistra.

Adesso veniamo all’attualità.

Stefania Prestigiamo è salita, insieme a Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana e Riccardo Magi di +Europa, su un gommone che l’ha portata a bordo della Sea Watch 3, l’imbarcazione ferma ad un miglio dalla “sua” Siracusa con 47 migranti in attesa di sbarcare.

Una decisione presa in autonomia, senza consultare i vertici, motivata come “visita ispettiva” in qualità di parlamentare per verificare le condizioni dei profughi.

In Forza Italia si è scatenato un putiferio: molti parlamentari si sono imbarazzati per questo atto dell’ex ministro del Mare (guarda un po’ il destino). C’è chi come Alessandro Cattaneo, ex sindaco più amato d’Italia ma promessa mancata degli azzurri a livello nazionale, si è dissociato apertamente con un post su Facebook.

Altri, come la Gelmini, hanno tentato di stare un po’ di qua e un po’ di là, sostenendo la legittimità dell’azione della Prestigiacomo, ma ribadendo la linea politica di contrasto all’immigrazione clandestina di Forza Italia.

E poi c’è chi, come Carfagna e Micciché, ha applaudito apertamente all’azione della Prestigiacomo con buona pace di Salvini.

Ora bisogna tornare alla premessa iniziale: il patentino di berlusconiana, dicevamo, Stefania Prestigiacomo ce l’ha. Chi oggi accusa Berlusconi di essere passato a sinistra, di comportarsi come i “kompagni” comunisti, ha cattiva memoria o non conosce la storia.

Era il giorno di Pasqua del 1997, Berlusconi a Brindisi scoppiò in lacrime davanti ai cronisti parlando dei migranti che arrivavano in Italia dall’Albania (sotto c’è il video, guardatelo, ne vale la pena).

La lezione della Prestigiacomo è questa: essere di centrodestra non è mai stato essere disumani. Perché è questo che oggi da destra si chiede a Forza Italia. Negare la propria umanità, la propria sensibilità, in favore di un rigore che a questa storia politica non è mai appartenuto. Stare dalla parte dei migranti non è essere di sinistra. Così come essere di sinistra non vuol dire stare per forza dalla parte dei migranti: è pieno di anti-Salvini che questi disperati con la pelle nera, oggi, li rispedirebbe volentieri al mittente.

Nota a margine: rincorrere le posizioni esasperate della Lega sui migranti non farà guadagnare nuovi voti a Forza Italia. Ne abbiamo una prova: Giorgia Meloni. Ormai i migranti sono materia di Salvini. Lasciate a lui, se proprio vuole, il vergognoso compito di sfruttarli.

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