Un sopravvalutato

Lo chiamano “guerriero”: ma che guerriero è quello che, tra un sorriso e una carezza, spiega ai suoi compagni di battaglia che lui no, preferisce saltarlo questo giro, non gli va. Perché in un video bucolico che vorrebbe risultare spontaneo ma che più studiato non si può, tra le galline che passano alle sue spalle e gli appunti sotto mano da ripetere come un pappagallo, Alessandro Di Battista svela la sua natura di opportunista.

Usa quel tono assolutorio solo nei confronti di sé stesso per spiegare che no, al netto di chi lo invoca, questa volta non si candiderà alle Europee. Si giustifica, quasi stesse facendo un torto enorme al Paese tutto. E la dimensione dell’assurdo in cui vive una certa porzione di fan grillini (non elettori, fan) è data dai messaggi che scorrono su Facebook mentre va in scena il Dibba-pensiero: “Guerriero abbiamo bisogno di te”, “Guerriero torna”, “Guerriero non abbandonarci”.

Sembrano i messaggi dei tifosi sulla pagina Instagram di un top-player intenzionato a mollare la squadra. Il meccanismo è quello: la sostanza è che Dibba non è un campione, piuttosto un miracolato dal “sistema”, quello che lui a parole piccona e che nei fatti è la sua più grande fortuna. Perché è proprio certa stampa, quella che lui accusa di aver scelto Salvini, a renderlo così centrale, così eccessivamente importante rispetto al proprio valore assoluto. E lui, che furbo è furbo, ci gioca, ci marcia, ci mangia: quando apre la diretta rassicurando che “io sto bene eh!” non fa altro che alimentare la narrazione che lo vuole come un poeta maledetto, un ribelle scapigliato che non si è piegato.

La verità è l’inverso. Di Battista non si candida non perché ascolti il cuore, non perché imbrigliare il suo talento in una missione che non sente gli impedirebbe di rendere al massimo. No, Di Battista salta un giro di giostra perché il cavallo pentastellato stavolta è perdente. Non vuol mettere la faccia su quella che nel migliore dei casi sarà un’onorevole resa, nel peggiore una clamorosa disfatta. Così si astiene dal dire che il suo corso di falegnameria (che bello, che invidia positiva per lui che trova il tempo!) sarà a vita. Lascia aperta la porta: perché può darsi, dice, che un giorno gli torni la voglia. Che le bolle che gli provocano le poltrone e i palazzi d’improvviso svaniscano. Magari, guarda un po’ il destino, quando ci sarà da sostituire Di Maio.

No, non è il Messia di cui tanti attendono l’avvento. Visto il periodo: sta una Pasqua. Cos’è, allora? Un guerriero? No di certo. Un sopravvalutato, quello sì, di sicuro.

Una risposta a “Un sopravvalutato”

  1. È un opportunista che non vale una cicca: Sto arrivando! Solo urlare e diffondere false notizie! Urla per essere ascoltato : demolisce senza avere idea di come ricostruire! È un piccolo arrogante senza cultura e senza mestiere! Poiché il mondo è sottosopra, qualche poveretto come lui lo invoca!😣😡🤮

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