E la luce fu

Ci voleva un uomo del Signore per compiere un piccolo miracolo: riportare la luce in uno stabile lasciato senza corrente da ore, con tutto quel che ne consegue per le 400 persone che lo abitano, bambini compresi. Serviva che un cardinale con un passato da elettricista si calasse in un tombino e restituisse a centinaia di persone due cose fondamentali: la possibilità di vivere dignitosamente e la speranza.

O forse è più giusto parlare di fede. Una fede che non è attesa di qualcosa calato dall’alto, ma di una promessa terrena di vicinanza mantenuta. E’ una Chiesa che torna tra gli ultimi e non li abbandona, quella di Francesco, quella del suo elemosiniere Konrad Krajewski, che conosce il confine sottile, ma impossibile da non considerare, tra legalità e giustizia.

Perché è vero che gli occupanti di quello stabile in via di Santa Croce a Roma, ex sede Inpdap abbandonata da anni, sono tutti “fuorilegge” e non pagano le tasse. Ma lo è pure che risulta assurdo pensare che nel centro della Capitale possa andare in scena, nell’indifferenza più totale delle istituzioni, il dramma di quasi 500 persone in difficoltà, abbandonate a loro stesse, trattate persino come criminali.

Perché qui nessuno vuole mettere in discussione la proprietà privata. Né discutere sull’importanza di pagare le tasse. Non ci sono cittadini di Serie A e di Serie B. Non possiamo accettare lezioni dai primatisti dei condoni.

Ma questo non è terreno per battaglie ideologiche. Piuttosto si tratta di avere la sensibilità politica di saper sanare una situazione di degrado. Si tratta di applicare al governo il fattore “umanità”, quello che sfugge sempre a Salvini quando tenta di applicare anche in mare la politica “law” e “order”. Legge e ordine vanno bene in una società funzionante: non quando bambini senza frigorifero rischiano di restare digiuno, non quando disperati in mezzo al mare rischiano di annegare.

Dice Salvini, in uno dei suoi tanti comizi, “adesso l’elemosiniere paghi le bollette arretrate”. E’ la frase da incorniciare per tenere sempre ben presenti la sua disumanità e la sua arroganza. Perché parlando di Chiesa sorge spontanea un’esclamazione: “Da quale pulpito!”. Il leader della Lega chiede che venga onorato il debito con lo Stato. La stessa Lega che allo Stato ha sottratto 49 milioni. Quando si dice la coerenza.

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