Il governo è come Mark Caltagirone

Il quesito che ora si presenta impellente, alla luce dello spettacolo imbarazzante andato in onda da Giletti, è capire a partire da quando “Non è la D’Urso” preferirà trasmettere in prima serata le vicende del governo piuttosto che gli “scoop” su Pamela Prati.

Il materiale per farci sopra una puntata c’è tutto. C’è il personaggio centrale: Salvini. L’arrogante per cui la routine è fatta di inviti ai giudici a candidarsi e minacce di denunce ai pm: insomma, uno pacifico.

Poi c’è Toninelli, il rissoso con gli occhiali. Quello che per una volta non c’entra niente e chiamato in causa da Salvini sullo sbarco di quei 47 disperati a bordo della Sea Watch trova dentro di sé un impeto di coraggio e un briciolo d’orgoglio:”Se vuole dirmi qualcosa me la dica in faccia”.

Ma è evidente che lo show non è abbastanza coinvolgente se sullo sfondo non c’è una storia d’amore. E allora ecco arrivare il leader mediterraneo, l’abbronzato Luigi Di Maio, lui sì che nell’amore con Salvini c’ha creduto. Da un po’ di tempo, però, ha capito che il loro era un rapporto a senso unico: a stare bene era solo Matteo. Così da qualche settimana ha tirato fuori il carattere, forse pure troppo. La sua vena polemica è onestamente irritante. Il dubbio che attanaglia i fan è capire se tiri la corda per romperla o per attirare a sé Salvini, per conquistarsi i propri spazi nella coppia.

In questi intrecci da Beautiful si muove la realtà. Quella di un esecutivo che per stessa ammissione di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, trova che “governare diventa impossibile”. Perfino un Consiglio dei ministri diventa un ostacolo insormontabile, al punto che decreto Sicurezza-bis, decreto Natalità e per le autonomie diventano più che materie di discussione oggetto di scontro. Dunque speranza di non-incontro.

E’ tutto un “vediamo se il Cdm può slittare”, un “cerchiamo di farlo dopo le Europee”, “vediamoci ma scegliamo un altro ordine del giorno: magari ‘varie ed eventuali'”.

Va in onda lo stallo, il disfacimento dei rapporti umani e di lavoro, la fuga della realtà. Perché è evidente: il governo è come Mark Caltagirone. Non esiste.

Una risposta a “Il governo è come Mark Caltagirone”

  1. la sua garbata scrittura le conferisce un grande merito. Quello di comunicare pacatamente, con estrema chiarezza e tanta incisività, idee e pensieri che moltissimi di noi condividono. Sono inoltre un grande spunto di riflessione per chi ancora non ha compreso la reale situazione in cui versa il Paese.

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