Un Conte “bellissimo”

Non è mai troppo tardi per un sussulto d’orgoglio, per mostrare un briciolo di dignità. Peccato, presidente Conte, non averla vista prima in queste vesti. Sì, l’eloquio da Azzeccagarbugli, maniacalmente tecnicista, resta. Ma al di là del profilo compassato e istituzionale, ingessato e costruito, nella notte in cui si apre la crisi di governo fuori dai Palazzi, nell’attesa che essa venga parlamentarizzata, ne apprezziamo per la prima volta l’indole “cazzuta”. E ci scuserà la franchezza, ma miglior aggettivo non riusciamo a trovare.

C’è un titolo chiaro, sincero, schietto: “Salvini mi ha anticipato l’intenzione di andare a votare per capitalizzare il consenso di cui gode“. E’ il primo bolide andato a segno contro il leader della Lega da quando questa esperienza di governo è iniziata. Forse non è un caso arrivi proprio ora, sul finire di questo viaggio, ma è il segno di una personalità che c’era. Schiacciata, nascosta, ma c’era.

E’ vero, presidente Conte, Lei resterà per sempre il premier di un governo che consideriamo tra i peggiori della Repubblica, autore di provvedimenti che hanno cambiato in negativo il volto di questo Paese. Nel farsi notaio, mediatore, avvocato, ha dimenticato spesso e volentieri di fare politica. Ma nella prima conferenza stampa da uomo semi-libero da legami ha rivendicato quanto meno un impegno che sarebbe ingiusto non riconoscerle. Lo ha fatto con un affondo tosto, diretto, riuscito:”Questo governo non era in spiaggia“. Ma una sua parte sì, è vero.

Ora non sappiamo se la conferenza stampa di ieri sera sia da considerarsi come il primo passo di una metamorfosi che culminerà con la Sua discesa in campo, non ci interessa conoscere le sue prossime mosse. In questi mesi, a più riprese, Le abbiamo chiesto una prova di forza, una dimostrazione d’autonomia. In tante occasioni, in momenti delicati, abbiamo fatto affidamento sulla Sua persona, abbiamo sperato che avesse la capacità di opporsi ai disegni spesso deliranti dei due che l’avevano piazzata su quella poltrona. Troppe volte siamo stati delusi.

Ma non questa. Per una notte, per pochi minuti, ci siamo sentiti rappresentati. Abbiamo percepito la sua indignazione come sincera. E vogliamo credere che sia così.

Che alla fine non sia stato “un anno bellissimo”. Ma almeno ieri un Conte “bellissimo”.

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