Quando si presenta davanti alle telecamere per il suo primo discorso alla nazione dal giorno dell’insediamento, Joe Biden ha un’espressione contrita sul volto. Il dolore traspare dal suo tono di voce, al punto che qualche detrattore parla apertamente di “funerale” in diretta tv. Sui social qualcuno risponde che dopotutto non è un’offesa: ad un anno dall’arrivo del coronavirus negli Stati Uniti hanno perso la vita 527.726 americani. “Più morti della Prima Guerra Mondiale, della Seconda Guerra Mondiale, del Vietnam e dell’11 Settembre messi insieme“, come ricorda lo stesso Biden.

Non è tv del dolore, è empatia allo stato puro. Raggiunge il suo apice quando Biden tira fuori dalla tasca della giacca un biglietto con il numero esatto delle vittime della pandemia in America. Avrebbe potuto leggerlo dal gobbo oltre la telecamera, invece ha scelto di mostrare quella che è la sua abitudine: tenere un foglio di carta vicino al cuore, dove fa più male, per ricordare a sé stesso le proporzioni della tragedia che l’America e il mondo stanno vivendo, l’importanza della sfida che sta conducendo dallo Studio Ovale. Con successo.

Sì, perché snocciolando i numeri delle vaccinazioni tra gli anziani, confrontandoli con la situazione che aveva ereditato, Biden mette in chiaro che per quanto la battaglia contro il virus sia ancora lunga, la luce in fondo al tunnel non è più così distante. Aveva detto di voler vaccinare 100 milioni di persone nei suoi primi 100 giorni di presidenza: i numeri dicono che raggiungerà questo obiettivo già al 60esimo.

C’è dunque motivo per sperare. Anzi, per credere. Credere nella potenza americana, ricordando ai suoi rivali che “non è mai una buona idea scommettere contro gli Stati Uniti“. A maggior ragione se gli Stati sono veramente Uniti.

E’ con la consapevolezza di stare compiendo un’impresa che passerà alla storia, di avere la scienza dalla sua parte, che Biden può concedersi il lusso di raccontare la verità ai suoi connazionali. Dire loro, dunque, che “le cose possono cambiare, anche in peggio“, che l’emergere di nuove varianti del virus è una possibilità, che nessuno garantisce che le restrizioni non torneranno, ma l’America sta vincendo.

Al punto che Biden decide di rischiare, fissando due obiettivi temporali, sui quali tra qualche mese verrà misurata la sua azione di governo, la sua vittoria o il suo fallimento. “Entro il primo maggio“, dice, “tutti gli americani dai 18 anni in su saranno eleggibili per il vaccino“. “Questo non significa“, precisa, “che tutti avranno quell’iniezione immediatamente, ma significa che sarete in grado di mettervi in fila a partire dal 1° maggio. Ogni adulto avrà il diritto di fare l’iniezione“.

Ma la scommessa più grande è anche quella più carica di simbolismo:

Entro il 4 luglio, c’è una buona possibilità che voi, le vostre famiglie e i vostri amici possiate riunirvi nel vostro giardino o nel vostro quartiere e fare un barbecue e celebrare l’Independence Day.
Questo non significa grandi eventi con molte persone insieme, ma significa che piccoli gruppi potranno riunirsi. Dopo questo lungo e difficile anno, questo renderà questo Independence Day qualcosa di veramente speciale, dove non solo segniamo la nostra indipendenza come nazione, ma iniziamo a segnare la nostra indipendenza da questo virus
“.

Inizio estate 2021 per un ritorno ad una parvenza di normalità. Obiettivo ambizioso, ma possibile. In contrasto con i ridicoli proclami del suo predecessore, Donald Trump, che giusto un anno fa prometteva un ritorno alla vita di tutti i giorni per Pasqua. 2020.

Per raggiungere l’obiettivo, però, Biden è consapevole di non poter contare soltanto sulle proprie forze, sulla sua buona volontà. E qui mostra un altro dei tratti caratteristici della propria personalità: l’umiltà. Emerge chiaramente quando chiede aiuto alla sua gente, “I need you“:

Ho bisogno di voi, il popolo americano, ho bisogno di voi, ho bisogno che ogni americano faccia la sua parte. E questa non è un’iperbole. Ho bisogno di voi. Ho bisogno che vi vacciniate quando è il vostro turno e quando potete trovare un’opportunità. E che aiutiate la vostra famiglia, i vostri amici, i vostri vicini a vaccinarsi“.

Scott Wilson, giornalista del Washington Post, definisce questo passaggio il “più memorabile e insolito appello in un discorso presidenziale in prima serata“. E’ possibile abbia ragione.

Blog a rischio chiusura: clicca qui e fai una donazione!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.