L’arresto di sette ex membri delle Brigate Rosse in Francia, di cui l’Italia chiedeva l’estradizione da anni, ha portato molti osservatori a dichiarare la fine della cosiddetta “dottrina Mitterand“. Ma di cosa si tratta?

Enunciata dal presidente socialista Mitterand al Palais des Sports di Rennes il 1º febbraio 1985, si traduceva nella non concessione dell’estradizione a persone imputate o condannate, in particolare di nazionalità italiana, che fossero ricercate per “atti di natura violenta ma d’ispirazione politica” contro qualunque Stato, purché non diretti contro la Francia, qualora i loro autori avessero rinunciato ad ogni forma di violenza. Un brigatista che di fatto avesse promesso di cambiare vita, di reinventarsi scrittore, otteneva così la protezione della Francia, resa così la patria preferita dei ricercati stranieri.

L’aspetto più antipatico di questa dottrina è che essa veniva giustificata attraverso una presunta “non conformità” della legislazione italiana agli standard europei su temi come leggi speciali, utilizzo della contumacia preventiva e rapporto con i pentiti. Dalla Francia, in ottemperanza al culto della propria “grandeur“, si affermava una pretesa – presunta superiorità della legislazione transalpina su quella italiana.

La curiosità vuole peraltro che la stessa dottrina Mitterand non venne mai trasposta in alcun provvedimento avente una qualche efficacia o validità giuridica. Agli oppositori, che facevano notare come il discorso di un presidente non poteva costituire fonte di diritto, i fautori rispondevano che le parole del capo dello Stato impegnavano comunque la Repubblica francese.

Gli arresti di oggi non rappresentano il primo colpo assestato contro la dottrina Mitterand: essa fu abrogata “de facto” già nel 2002 con l’estradizione del brigatista Paolo Persichetti. L’anno successivo anche il Consiglio di Stato francese la dichiarò priva di effetti giuridici, concedendo l’estradizione di Cesare Battisti, poi rifugiatosi in Brasile.

Sebbene dall’Eliseo rimarchino che l’operazione odierna “è strettamente legata alla dottrina Mitterrand di concedere asilo agli ex terroristi tranne che per i crimini di sangue”, non si può fare a meno di notare che gli arresti siano arrivati dopo l’incontro in videoconferenza dello scorso 8 aprile tra la ministra della Giustizia italiana, Marta Cartabia, e il suo omologo francese, Eric Dupond-Moretti, in cui la Guardasigilli aveva chiesto al governo francese una maggiore cooperazione per far rientrare in Italia molte persone che si trovavano in Francia in libertà proprio grazie alla cosiddetta “dottrina Mitterrand”.

Effetto Draghi?

Se apprezzi il mio lavoro: clicca qui e fai una donazione!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.