Leggendo le carte, approfondendo i documenti, si possono fare grandi scoperte.

Oggi è in programma al Senato la votazione alle mozioni di sfiducia individuali presentate nei confronti del ministro della Salute, Roberto Speranza.

Ebbene, ce n’è una, precisamente la numero 343 (consultabile qui) firmata tra gli altri dai senatori Morra, Lezzi, Paragone, La Russa e Santanché, il cui contenuto risulta essere a dir poco vergognoso.

Nel testo viene addirittura messa in dubbio l’esistenza di una pandemia.

Cito testualmente dal testo della mozione: “In senso strategico-epidemiologico, il professor Richard Horton già nel volume del 26 settembre 2020 della prestigiosa rivista “The Lancet” (Lancet 396:874,2020) suggeriva, con autorevolezza, ai Governi nazionali e ai loro organi tecnico-scientifici un punto di vista più coerente per il contrasto del quadro che avrebbe continuato a provocare, ad ondate multimodali, la cifra di 3 milioni di decessi con diagnosi di COVID-19 a livello globale, di cui 116.000 solo in Italia;

ad avviso del noto ricercatore, il “COVID-19” non è considerata “sensu stricto” una pandemia, bensì una “sindemia”, ovvero l’interazione di una malattia infettiva altamente contagiosa (culminante in una bassa percentuale di casi con una sindrome respiratoria acuta severa), legata alla presenza di una serie di condizioni patologiche croniche pregresse non trasmissibili, cosiddette NCDs (non communicable disease), quali ad esempio diabete, ipertensione, obesità, malattie cardiovascolari e polmonari croniche e malattie oncologiche, decisamente prevalenti nella popolazione più anziana“.

Al di là del dibattito tra scienziati – legittimo – sulla natura della minaccia che ci ha colpito, il sottotesto politico è grave, se non è negazionista è almeno riduzionista. Un approccio abbracciato per mesi da alcuni scellerati virologi – in particolare una, fortunatamente isolata dalla maggioranza dei conduttori tv – impegnati in questi mesi a fare un’assurda distinzione tra morti “per” e “con” Covid.

Leggete come prosegue la mozione: “La sovrapposizione dell’infezione virale con il decorso di queste condizioni morbose, inserite in un panorama ben noto di gruppi di popolazione ad elevata disparità socio-economica, ha esacerbato il decorso stesso di ogni singola condizione patologica innescando criticità cliniche spesso fatali. Da qui il gran numero di decessi, ma non per effetto diretto ed esclusivo del COVID-19, i cui dati risultano essere stati confusi in quanto grezzamente sovrapposti, indistinguibili dal punto di vista comparativo-epidemiologico, rispetto alle singole patologie già presenti nella popolazione, col fine di differenziarli dai decessi attesi, rispetto a coloro che non avessero contratto il virus“.

Insomma, secondo i firmatari della mozione in questione, il Covid non è stato strettamente responsabile della morte di chissà quante migliaia di persone. Resta una domanda: queste persone sarebbero morte senza aver contratto il virus?

Ma non è finita. No, perché nel testo, sulla base di una situazione che viene descritta di “opacità epidemiologica“, i firmatari denunciano l’impossibilità di porre in essere “ogni tentativo di elaborare un piano ausiliario con lo scopo di circoscrivere le occasioni di potenziali contagi per i diversi gruppi con comorbilità e vulnerabilità diffuse (…) in quanto i dati dei contagi con sintomi e delle morti correlate al COVID-19 non sono mai stati disaggregati e ordinati per patologie croniche concomitanti“.

Domanda: i firmatari volevano mettere in lockdown solo determinati gruppi di persone? Altra domanda: sono a conoscenza dei tanti morti senza malattie pregresse? E dei casi di Long-Covid tra i più giovani?

Le ultime perle di incompetenza di questa mozione sono racchiuse nelle seguenti righe: “Come diceva già a settembre 2020 R. Horton: ‘La natura sindemica della minaccia che affrontiamo significa che è necessario un approccio maggiormente diversificato se vogliamo proteggere la salute delle nostre comunità’“.

Dunque, supercazzola a parte, prendiamo atto: c’è chi ancora dopo oltre un anno mette in discussione l’esistenza di una pandemia, c’è chi ancora dopo oltre un anno si interroga sul ruolo giocato dal Covid nella morte di oltre 100mila italiani.

Attenzione, a detta di chi scrive il ministro Speranza non è “il ministro migliore del mondo“, ma ci troviamo forse dinanzi al primo caso di mozione di sfiducia che dovrebbe sfiduciare chi l’ha presentata.

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