Raffaele Volpi si è dimesso da presidente del Copasir. Il leghista, dopo l’abbandono dei lavori da parte di Federica Dieni, Maurizio Cattoim, Francesco Castiello (M5S) ed Enrico Borghi (PD), cui bisogna aggiungere le precedenti dimissioni di Elio Vito di Forza Italia e Adolfo Urso di Fratelli d’Italia, non ha avuto praticamente scelta.

Salvini perde il braccio di ferro con Giorgia Meloni: dovrà lasciare la presidenza del Copasir. Ma il dato politico è che lo perde per una manovra di accerchiamento dei suoi “alleati” di governo: Pd e M5s, che hanno deciso di esacerbare lo scontro interno al centrodestra appoggiando la leader di Fratelli d’Italia a discapito del leghista.

Mossa tatticamente corretta se lo scopo è quello di far crescere la tensione all’interno dell’esecutivo, cui la Lega ha deciso di replicare in punta di diritto. Il Carroccio, infatti, è contrario al fatto che i presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati, provvedano alla sostituzione dei dimissionari per consentire al vicepresidente del Copasir – che attualmente è Adolfo Urso (Fdi) – di allestire il seggio per l’elezione del nuovo numero uno.

La Lega, infatti, invoca ora l’applicazione integrale della legge 124 del 2007 che prevede “l’assegnazione all’opposizione di 5 componenti su 10 tra cui poter scegliere l’eventuale presidente”. Interpretando letteralmente la norma, di fatto, cinque componenti su 10 sarebbero di Fratelli d’Italia.

Salvini sembra dire: volete dare la presidenza alla Meloni? Bene, le date però di fatto tutto il Copasir, cedendo anche i vostri seggi.

Concluso un braccio di ferro, ne inizia subito un altro…

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