Napoli, Meloni pronta a rompere la coalizione

Per il momento si tratta di schermaglie. Voci messe in giro ad arte per alzare la posta e far capire che se le Comunali di Napoli sono una partita di poker, Giorgia Meloni è pronta a vedere il punto di qualsiasi altro giocatore al tavolo. Nessuno può sapere se a bluffare sia proprio la leader di Fratelli d’Italia, quando dice che senza un accordo sulla candidatura di Catello Maresca che la soddisfi è pronta anche a correre da sola. A rompere la coalizione di centrodestra e a consegnare a Gaetano Manfredi le chiavi di Palazzo San Giacomo.

Alla base delle frizioni, il fatto che fino ad oggi il pm anticamorra ha fatto muro rispetto all’ipotesi di associare il proprio volto a quello dei simboli di partito che compongono la coalizione di centrodestra a suo sostegno. Soluzione sgradita a Forza Italia e Lega, addirittura intollerabile da Fratelli d’Italia. A maggior ragione considerando i sondaggi non esaltanti che danno Maresca molto dietro rispetto al candidato Pd-M5s, Gaetano Manfredi. Si fosse trattato di una figura certamente vincente, trainante, Meloni sarebbe stata disposta anche a rinunciare al simbolo, pur di prendere la città. Ma Maresca, si ragiona nel centrodestra, ha bisogno eccome del voto d’area per garantirsi l’accesso al ballottaggio e sperare di giocarsela.

Da questa considerazione deriva l’opzione nucleare messa sul tavolo da Giorgia Meloni, nel caso in cui Maresca – che oggi parlerà a Ponticelli – non accetti le sue condizioni: è pronta una corsa in solitaria di Fratelli d’Italia. Il candidato sarebbe l’avvocato Sergio Rastrelli, figlio dell’ex presidente della Regione Campania; Meloni a quel punto andrebbe all in: lei capolista, subito dopo tutti i big del partito, dai parlamentari ai consiglieri regionali e comunali. 

Mossa ardita, ma non sconsiderata, che avrebbe il merito di far risaltare il consenso di cui gode al momento Fdi. Peraltro, beneficiando della debolezza della Lega nel capoluogo campano, Meloni avrebbe di fatto un’istantanea da spendere nei giochi per la leadership nazionale.

E poco importa che dividendo la coalizione neanche più il ballottaggio sarebbe scontato per il centrodestra – sì, perché il vecchio leone Bassolino è in agguato.

Napoli, di fatto, può essere sacrificata sull’altare di un obiettivo per Meloni più alto: la guida del centrodestra.

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