L’ego ipertrofico di Conte e la grande bugia su Angela Merkel

Il Corriere della Sera ha chiesto agli ex premier italiani un ricordo personale di Angela Merkel. Tutti, chi più chi meno, hanno tratteggiato la figura non di una santa, ma di certo di una statista.

Poi è arrivato Giuseppe Conte. E il racconto si è trasformato in un’autocelebrazione a dir poco ridicola.

Il leader del MoVimento 5 Stelle ha ricordato la discussione per il Next Generation Eu, dicendo che Angela Merkel fu nel marzo 2020 “riluttante e conservatrice” al punto da “farmi reagire con veemenza alla sua inaccettabile offerta di limitarci ad un ricorso al Mes“.

Ce la vedete la Cancelliera mentre trema di paura dinanzi alla veemenza di Conte? No? Certo, perché non sapete cosa le ha risposto l’avvocato di Volturara Appula: “Il Mes? Te lo puoi tenere!“.

Non contento, Conte ha aggiunto di aver messo all’angolo la sua interlocutrice: “Merkel non si oppose alla mia richiesta“, perché “nel frattempo erano venuti dalla mia parte Macron ed altri 7 leader europei“.

Poi la chiosa modesta: “La sua visione sul futuro fu certamente più tardiva della nostra“. Ma Conte è un leader magnanimo, e ha ammesso: “Ma alla fine arrivò. E questo va ricordato e riconosciutole”. Grande cuore, Giuseppi.

Ora, se avete smesso di ridere, sappiate questo: se l’Italia ha ottenuto i soldi del Recovery Fund fu proprio grazie ad Angela Merkel. E non perché ami particolarmente il Belpaese (dove pure trascorre volentieri le vacanze), ma perché è stata una grande statista tedesca. Tradotto: nessuno meglio di lei sapeva che se fosse caduta l’Italia, in particolare il Nord Italia pienamente inserito nella catena del valore teutonica, sarebbe affondata anche la Germania, la sua Germania.

Questa è storia. Tutto il resto è il racconto distorto di un ego ipertrofico.

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