Giorgetti sconfessa Salvini: “Basta Le Pen. Scelga tra Meryl Streep e Bud Spencer”

Giancarlo Giorgetti esce allo scoperto. Lo fa parlando con Bruno Vespa nel libro “Perché Mussolini rovinò l’Italia (e perché Draghi la sta risanando)“. Il ministro dello Sviluppo Economico sconfessa la linea politica di Matteo Salvini, senza mezzi termini, definendo “senza senso” la strategia del leghista.

Giorgetti dichiara: “Se vuole istituzionalizzarsi in modo definitivo, Salvini deve fare una scelta precisa. Capisco la gratitudine verso la Le Pen, che dieci anni fa lo accolse nel suo gruppo. Ma l’alleanza con l’AfD non ha una ragione“. La svolta europeista di Salvini viene bollata da Giorgetti come “un’incompiuta“. Quanto all’ipotesi di un ingresso della Lega nel Ppe, Giorgetti parla di “un’ipotesi che regge se la Cdu non si sposta a sinistra“.

Ma il capitolo più “succoso” è quello che Giorgetti riserva a Salvini: “Non ci sono due linee. Al massimo, sensibilità diverse. Amando le metafore calcistiche, direi che in una squadra c’è chi è chiamato a fare gol e chi è chiamato a difendere. Io, per esempio, ho sempre amato Andrea Pirlo. Qualcuno deve segnare, qualcuno deve fare gli assist“.

Ecco, a segnare dovrebbe essere il bomber, Salvini, che però a detta di Giorgetti non sente, e non centra, la porta: “Lei mi chiede se io e Salvini riusciremo a mantenere un binario comune. Continueremo a lavorare così finché il treno del governo viaggia veloce, altrimenti rischiamo noi di finire su un binario morto. Il problema non è Giorgetti, che una sua credibilità internazionale se l’era creata da tempo. Il problema è se Salvini vuole sposare una nuova linea o starne fuori. Questa scelta non è ancora avvenuta perché, secondo me, non ha ancora interpretato la parte fino in fondo. Matteo è abituato a essere un campione d’incassi nei film western. Io gli ho proposto di essere attore non protagonista in un film drammatico candidato agli Oscar. È difficile mettere nello stesso film Bud Spencer e Meryl Streep. E non so che cosa abbia deciso“.

Si tratta di un atto d’accusa forte. Giorgetti marca una differenza tra sé e Salvini notevole, che investe il peso specifico dei due (“Giorgetti ha una sua credibilità internazionale“) e avvisa Salvini che il centro della scena non gli appartiene (“Gli ho proposto di essere attore non protagonista“). Sono frasi che non potranno restare senza un seguito. Politico, non cinematografico.

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