“Gliene mancano 25”: Quirinale, la partita di Berlusconi si gioca nel Misto

Gliene mancano 25“: è questa la voce che si rincorre in Transatlantico. E che da refolo si trasforma in raffica di maestrale. Non c’è neanche bisogno di indicare il soggetto, perché sarebbe aggiunta superflua. E’ Silvio Berlusconi, il protagonista di ogni ragionamento, il leader che dal suo rifugio di Arcore muove ormai da mesi le pedine sulla scacchiera con un unico obiettivo: realizzare il grande sogno di una vita, mantenere la promessa fatta al padre, diventare Presidente della Repubblica.

Ed è così facendo, un passo dopo l’altro, una telefonata appresso ad un incontro di persona, che il sorriso è scomparso dalla bocca di chi bollava l’idea di salire al Quirinale come l’assurda pretesa di un vecchio che ha smarrito da tempo lucidità e visione. Il punto è che va così da una vita: è da tempo che l’ultimo giro del Cavaliere finisce per essere il prossimo. E lui, che di partite ne ha vinte parecchie, ormai non fa niente per convincere gli scettici che sul suo conto si sbagliano. Anzi, la cosa gli piace non poco. Come quel suo ex centravanti che ha da poco confessato di preferire i fischi del pubblico agli applausi, perché lo caricano di più.

E allora eccolo, Berlusconi, mentre applica alla partita del Quirinale il metodo di lavoro certosino che ha sempre dedicato ad ogni impresa. Manca solo il pallottoliere. Ma quello lo tengono altri, per lui. Il conto delle ultime ore segna quota 480, sulla carta. Precisazione d’obbligo, poiché qualcuno …

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