Salvini rivuole la Bestia. Crisi nei sondaggi e pressing su Morisi: gelo dei governisti

Potrà anche apparire più conciliante e meno chiassoso del solito. Quasi moderato. Come oggi, quando pronunciando davanti ai giornalisti quel “Draghi resti premier“, Matteo Salvini è sembrato allontanare d’un colpo ogni tentazione di voto anticipato. Eppure il Capitano non è cambiato. Il suo tarlo restano i sondaggi. E visti gli ultimi c’è da capirlo.

Alle Politiche del 2018 la Lega prese il 17,4%. Alle Europee dell’anno dopo il 34,3%. Ma nella folle estate del Papeete i sondaggi lo proiettarono addirittura al 37,7%. Numeri da Balena Bianca. Se non fosse che di quei consensi Salvini non è riuscito a fare nulla. 

E ieri è suonato il gong: l’ultima Supermedia Agi/YouTrend dà il Carroccio al 18,7%. Come in un infinito gioco dell’oca: è tornata al punto di partenza.

Così, pure con la felpa ormai in armadio, anche col rosario lasciato a casa, il Salvini di governo vuol in qualche modo arginare l’emorragia di voti. “Non dettiamo più l’agenda“, si è sfogato con i suoi, rammentando con nostalgia il tempo in cui le sue colazioni a base di pane e nutella rappresentavano l’argomento di discussione di diversi milioni di italiani. Ovviamente insieme ai suoi post anti-migranti.

Per questo si è messo in testa di rimettere Luca Morisi

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