Incontro Meloni-Moratti, l’ira di Silvio. “Tutti a Villa Grande”, e Salvini accusa il colpo

Da un po’ di giorni l’umore di Silvio Berlusconi non è dei migliori. D’un tratto è come se il Cavaliere avesse iniziato a dare ascolto alle voci di coloro che da mesi lo mettono in guardia dal “fuoco amico” degli alleati, nella corsa al Quirinale. E se fino a qualche tempo fa l’uomo di Arcore allontanava questi cattivi pensieri con un gesto della mano, da quando ha saputo che Meloni ha incontrato Letizia Moratti ha iniziato a sospettare, a sfogarsi con i suoi fedelissimi, a denunciare “il doppio, triplo gioco di Giorgia“, la sua irriconoscenza nei confronti di chi la nominò ormai una vita fa ministro della Gioventù. Il barometro di Silvio segna burrasca.

Proprio alla leader di Fratelli d’Italia Berlusconi riserva i pensieri più delusi. Perché non basta dire, come tenta di fare Ignazio La Russa per metterci una pezza, che “Berlusconi rimane la nostra prima scelta“. Poiché affermare ciò presuppone che oltre alla prima vi siano altre soluzioni. Tradotto: che non è da escludere che il fronte che il Cavaliere pensava compatto possa sgretolarsi dinanzi alle prime – annunciate – difficoltà sul suo nome. Ed ecco allora la decisione di agire, di non stare con le mani in mano mentre ognuno va per proprio conto.

La macchina berlusconiana si mette in moto come ai bei tempi. Bastano circa 10 minuti al leader di Forza Italia per convocare un vertice di centrodestra a Roma: giovedì tutti a Villa Grande, la magione che in questa stagione politica ha sostituito Palazzo Grazioli nella geografia berlusconiana. Non è chiaro, ancora, se all’interno di quel “tutti” siano compresi anch…

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