“Nonno al servizio delle istituzioni”: Draghi oggi si è candidato al Colle

Questo governo è nato chiamato dal presidente Mattarella. Ha fatto molto di quello che è stato chiamato per fare. Fondamentale è stato il sostegno delle forze politiche. I miei destini personali non contano assolutamente niente. Non ho particolari aspirazioni in un senso o nell’altro. Sono un uomo, un nonno – un nonno – al servizio delle istituzioni“.

E’ altamente probabile che nei prossimi anni, guardandoci indietro, leggeremmo in questa frase il primo passo di Mario Draghi verso il Quirinale. Una candidatura non ufficiale – perché al Colle non ci si candida ma si è candidati, eletti – ma quanto di più vicino ad essa Draghi potesse fornire.

La conferenza stampa di fine anno è ancora in corso mentre scrivo, è il rischio del mestiere. Ma a volte questo lavoro è fatto di intuizioni, di dettagli. Sono gli stessi che il premier ha disseminato nelle sue dichiarazioni. Accorte, studiate, ben calibrate ma chiarissime. Leggete questo passaggio in risposta a chi gli chiedeva se davvero ritenesse che la sua presenza non fosse indispensabile per garantire l’efficacia dell’azione governativa in questa fase così delicata per il Paese:

“Il governo ha creato queste condizioni indipendentemente da chi ci sarà (alla guida, ndr): l’importante è che il governo sia sostenuto da una maggioranza come quella che ha sostenuto questo governo, ed è la più ampia possibile. E’ una maggioranza che voglio ringraziare molto“.

Basta leggere tra le righe, osservate i passaggi in grassetto. Sono i ringraziamenti di chi è alla fine di…

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