Sicilia, voci di dimissioni per Musumeci. Franchi tiratori in azione: segnale per il Quirinale

Usa dire che la Sicilia è un laboratorio politico. Anticipa, su scala locale, gli eventi che poi si verificheranno a livello nazionale. Fosse vero ci sarebbe da preoccuparsi in vista dell’elezione del prossimo presidente della Repubblica, perché tira aria – fortissima – di franchi tiratori.

A farne le spese il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Alla votazione dell’Ars, l’assemblea regionale siciliana, chiamata ad indicare i tre Grandi elettori da spedire a Roma in vista della partita del Quirinale, il leader di “Diventerà Bellissima” è giunto infatti soltanto terzo. Un’umiliazione inaccettabile per il presidente della Regione, finito con i suoi 29 voti alle spalle di Gianfranco Micciché (44 voti), dominus di Forza Italia sull’isola, e del pentastellato Nunzio Di Paola (32).

Per capire cos’è accaduto bisogna analizzare tre dati:

Primo: Micciché – che in questi mesi è stato spesso critico nei confronti del “metodo Musumeci“, molto “draghiano” nei confronti dei partiti – ha preso 15 voti più del presidente. Più nello specifico: il forzista ha ottenuto 44 voti su un totale di 43 parlamentari di maggioranza: en plein, più uno.

Secondo: pe…

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