Caccia ai voti no vax. Conte: “Super Green pass non è più accettabile”. E Salvini gongola

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano. Magari si telefonano, e poi si danno appuntamento su una misura populistica. Esempio: il no al Super Green pass sul posto di lavoro.

Lega e Movimento 5 Stelle tornano a flirtare (come già avevano fatto durante la partita del Quirinale) e lo fanno sulla gestione della pandemia.

In Italia si respira un clima da “liberi tutti”, quasi che il 31 marzo il virus smetterà magicamente di esistere. Chi scrive predica prudenza: sono bastate le precedenti ondate a ricordarci l’importanza di mascherine e vaccini. Eppure c’è chi, come Giuseppe Conte, oggi se la sente di annunciare nel corso di una diretta Instagram che è il caso di dire basta all’obbligo di green pass rafforzato “nei posti di lavoro per gli over 50” perché “restare a casa senza una retribuzione non è più accettabile, soprattutto in tempi di crisi come questi“.

Facciamo notare sommessamente a Conte che non è il medico ad ordinare a costoro di restare a casa. Al contrario: il medico consiglierebbe di vaccinarsi, per vivere pù sereni e probabilmente più a lungo, e per tornare a lavorare.

Ma tant’è: è già iniziata la corsa ad accaparrarsi i voti dei no-vax. Avviso ai naviganti: tra un anno si vota. Così la mossa di Conte non passa inosservata e Salvini subito commenta: “Bene Conte, la Lega non è più sola in questa battaglia: via subito l’obbligo di “super green pass” sui luoghi di lavoro“.

Cosa ne pensa il Pd? Cosa ne pensa Forza Italia? È sempre gialloverde…

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