Diario di guerra (giorno 66): dal Donbass alla Transnistria, gli scenari

Secondo l’Institute for the Study of War, le forze russe nella giornata di ieri (29 aprile) hanno registrato progressi limitati a ovest di Severodonetsk, ma restano in stallo a sud di Izyum. Le posizioni di difesa ucraine nella fascia orientale restano forti, e i contrattacchi nell’area di Kharkiv impegnano i russi, costretti a spostare le loro forze da Izyum per difendere i territori conquistati.

Secondo l’istituto americano, i russi probabilmente lasceranno una forza residua a Mariupol, a presidio dell’acciaieria Azovstal, per evitare azioni partigiane.

Sempre grande attenzione a quanto accade in Transnistria.

L’intelligence ucraina continua a parlare di attacchi russi “false flag“, studiati allo scopo di attirare la regione separatista in guerra. L’obiettivo potrebbe essere quello di costringere la Moldova ad abbandonare i propri propositi di integrazione europea (da notare che la presidente Maia Sandu è stata eletta sulla base di questa promessa). La Russia però sa bene che Chisinau, a differenza di Kiev, non è in grado di opporre resistenza. Secondo le informazioni attuali, la Moldova può contare su un personale militare attivo di 6.000 individui, e all’occorrenza su 12mila riservisti.

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