Moldova, la presidente Maia Sandu: “Via le truppe russe dalla Transnistria”

Maia Sandu, presidente della Moldova, intervenendo alla plenaria dell’Europarlamento ha chiesto il ritiro delle truppe russe dalla Transnistria.

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Rivolgendosi alla presidente Metsola, Maia Sandu ha detto che la Moldova in Europa si sente “in famiglia“. Poi ha ringraziato per il sostegno “fondamentale per mantenere la Moldova sul suo cammino democratico e sorreggere le aspirazioni del nostro popolo a vivere in pace“.

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Sandu ha usato parole dure nei confronti della Russia, sostenendo che la guerra contro l’Ucraina “ci fa tornare indietro di un secolo nella storia“. Ha anche raccontato di aver sentito dal suo ufficio, la mattina del 24 febbraio, le bombe che colpivano Odesa.

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La presidente della Moldova è stata molto chiara: “Sosteniamo la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina come abbiamo sempre fatto. La Crimea è Ucraina. Il Donbass è Ucraina. Kyiv è Ucraina. E lo saranno sempre. Questa guerra non ha alcuna giustificazione“.

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Il passaggio (geo)politicamente più interessante, però, è quello dedicato alla Transnistria. Sandu ha detto che Chisinau resta impegnata per “una risoluzione pacifica e politica del conflitto” che preservi “pienamente la sovranità e l’integrità territoriale della Moldova“.

Ammettendo che le recenti tensioni all’interno della regione transnistriana “hanno aumentato le preoccupazioni per una potenziale destabilizzazione“, Maia Sandu ha detto di ritenere che “oggi non vi sia alcuna minaccia immediata che la Moldova venga trascinata in guerra“. Poi ha ribadito che la Moldova è neutrale per Costituzione ma che “per essere davvero neutrali, abbiamo chiesto il ritiro delle truppe russe dal nostro territorio, perché la loro presenza nella regione viola la nostra neutralità e indipendenza“. Difficile Putin la ascolti.

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A maggior ragione dopo la richiesta di adesione all’UE firmata il 3 marzo. Molto bello questo passaggio del discorso: “Non siamo ingenui da credere che l’adesione all’UE possa avvenire da un giorno all’altro. Siamo consapevoli che il processo di adesione è lungo e complicato. E non cerchiamo scorciatoie. Riteniamo che l’adesione si basi sulla meritocrazia e sui risultati ottenuti, e non sulla collocazione geografica. Rispettiamo pienamente il principio meritocratico“.

Maia Sandu ha concluso: “L’UE ha creato il più lungo periodo di pace nella storia dell’Europa e può farlo di nuovo. Estendete ancora una volta quest’ancora di pace agli Stati che cercano un porto sicuro, che davvero meritano e credono in questo“.

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