Otto minuti da Draghi: analisi e conseguenze dell’ultimo “Cdm lampo”

Sono da poco trascorse le cinque del pomeriggio quando sugli smartphone dei ministri compare la notifica: il premier ha convocato un Cdm straordinario per oggi alle 18:00. Nessun dettaglio aggiuntivo su quelle che vengono annunciate come generiche “comunicazioni del Presidente“. Ha luogo in quegli istanti una sorta di psicodramma collettivo nella compagine governativa. “Ma cosa avrà da dirci, Draghi? Ci siamo visti stamattina in Aula, no?” In quegli attimi di smarrimento che sembrano durare in eterno, il primo istinto dei ministri li porta a confrontarsi coi colleghi di partito convocati a loro volta in Cdm: “Tu sai qualcosa?“. No.

Nessuno sa nulla. E forse è anche questo l’obiettivo che il presidente del Consiglio desidera raggiungere: spiazzare i ministri, prendere in contropiede quei partiti che fino ad oggi hanno rallentato scientificamente l’approvazione delle riforme, in particolare quella della Concorrenza, pilastro del PNRR, ostacolo finora insormontabile per la maggioranza di governo.

Piccolo retroscena.

In effetti già questa mattina, dopo l’informativa sulla guerra in Ucraina in quel di Montecitorio, il premier si era fermato a parlare con Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia, manifestando tutta la sua preoccupazione (e insoddisfazione) rispetto al fatto che il ddl fosse da settimane impantanato nella commissione Industria del Senato sull’articolo 2, quello riguardante le concessioni balneari.

Ecco, siccome di finire spiaggiato Mario Draghi non ha alcuna intenzione, quest…

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