“Cosa stiamo facendo”? L’accorato discorso del senatore Murphy dopo la sparatoria in Texas

di Chris Murphy, senatore Democratico USA, dopo la sparatoria nella scuola di Uvalde, Texas.

“Signor presidente, 14 bambini morti in una scuola elementare in Texas.

Cosa stiamo facendo? Cosa stiamo facendo?

Pochi giorni dopo che un uomo è entrato in un negozio di alimentari per sparare agli avventori afroamericani, abbiamo per le mani un’altra Sandy Hook. Cosa stiamo facendo?

Ci sono state più sparatorie di massa che giorni dell’anno. I nostri ragazzi vivono nella paura ogni volta che mettono piede in classe, perché pensano di essere i prossimi.

Cosa stiamo facendo? Perché avete speso tutto questo tempo per candidarvi al Senato degli Stati Uniti? Perché fare tutta la fatica di ottenere questo lavoro, di mettersi in una posizione di autorità, se poi la vostra risposta è che mentre il massacro aumenta, mentre i nostri bambini scappano per salvarsi la vita, noi non facciamo nulla.

Cosa stiamo facendo? Perché siete qui se non per risolvere un problema esistenziale come questo?

Non è inevitabile. Questi ragazzi non sono stati sfortunati. Questo succede solo in questo Paese. E in nessun altro posto.

In nessun altro posto i bambini vanno a scuola pensando che quel giorno potrebbero essere uccisi. In nessun altro posto i genitori devono parlare con i loro figli, come ho dovuto fare io, del perché sono stati chiusi in un bagno e gli è stato detto di fare silenzio per cinque minuti nel caso in cui un uomo cattivo fosse entrato nell’edificio. Non succede in nessun altro posto se non qui, negli Stati Uniti d’America.

Ed è una scelta. È una nostra scelta lasciare che continui. Che cosa stiamo facendo?

Alla scuola elementare Sandy Hook, dopo che i bambini sono tornati in classe, hanno dovuto adottare una pratica che prevedeva una parola di sicurezza che i bambini avrebbero dovuto pronunciare se avessero iniziato a pensare a ciò che avevano visto quel giorno. Se durante il giorno iniziavano ad avere incubi, rivivendo il calpestio dei corpi dei loro compagni di classe mentre cercavano di fuggire dalla scuola.

In una classe, quella parola era “scimmia”, e più e più volte nel corso della giornata i bambini si alzavano in piedi e gridavano “scimmia”, e un insegnante o un paraprofessionista doveva andare da quel bambino, portarlo fuori dall’aula, parlare con lui di ciò che aveva visto, elaborare i suoi problemi.

Sandy Hook non sarà mai più lo stesso. Questa comunità del Texas non sarà mai più la stessa.

Perché siamo qui se non per cercare di fare in modo che meno scuole e meno comunità passino quello che ha passato Sandy Hook? Quello che sta passando Uvalde.

Il nostro cuore si spezza per queste famiglie. Stiamo inviando ogni grammo di amore, pensieri e preghiere che possiamo inviare, ma sono qui su questo palco per implorare, per mettermi letteralmente in ginocchio e supplicare i miei colleghi: trovate un modo per andare avanti. Lavorate con noi per trovare un modo per approvare leggi che rendano meno probabili queste situazioni.

Capisco che i miei colleghi repubblicani non saranno d’accordo su tutto ciò che io posso sostenere, ma c’è un denominatore comune che possiamo trovare. C’è un punto in cui possiamo raggiungere un accordo, che potrebbe non garantire che l’America non veda mai più una sparatoria di massa, che potrebbe non dimezzare da un giorno all’altro il numero di omicidi che avvengono in America. Non risolverà da solo il problema della violenza americana. Ma facendo qualcosa, almeno smetteremo di inviare questo silenzioso messaggio di approvazione a questi assassini il cui cervello si sta rompendo, che vedono i più alti livelli di governo non fare nulla, sparatoria dopo sparatoria.

Cosa stiamo facendo! Perché siamo qui! Cosa stiamo facendo!

Cedo la parola”.

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