Il Consiglio Europeo più “pericoloso” degli ultimi anni

Il Consiglio Europeo più “pericoloso” degli ultimi anni.

Così può essere definita la due giorni di riunioni che prende il via oggi tra i capi di stato e di governo dell’Unione Europea. E non perché vi sia qualche minaccia di sicurezza particolare per i suddetti leader, ma perché è chiaro a tutti (si spera) i partecipanti che mai come questa volta rischia di sfarinarsi la conquista più importante di questi primi 3 mesi di guerra: la compattezza del Vecchio Continente e con esso dell’Occidente. Le conseguenze di un simile scenario potrebbero squarciare la proverbiale cortina di eterna conservazione dello status quo che aleggia da sempre su Bruxelles, esponendola alla realtà che avanza, che bussa alla porta, rischiando questa volta di sfondarla.

Mario DRAGHI (Prime Minister, Italy)

Gli incontri degli ambasciatori che hanno preceduto quelli fra i leader hanno prodotto un fallimento che sarà difficile da edulcorare. Non c’è l’intesa. E se i Ventisette non la troveranno entro l’inizio del meeting, questo pomeriggio, proietteranno l’immagine di un’Unione solo a parole, dilaniata dalle divisioni interne, incapace di trovare un comune denominatore pure dinanzi ad una guerra nel continente.

From left to right: Charles MICHEL (President of the European Council), Emmanuel MACRON (President of France)

Il nodo maggiore da sciogliere resta quello sull’importazione del petrolio russo. L’ipotesi di escludere dall’embargo solo l’oleodotto “Druzhba“, il più lungo al mondo, in modo da venire incontro ai Paesi pi…

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