Carfagna, Gelmini e Brunetta: corte spietata. Chi vuole i tre ministri (e cosa vogliono loro)

Della pattuglia governativa sconvolta dalla scelta di Silvio Berlusconi di togliere il sostegno a Mario Draghi, Mara Carfagna è stata l’ultima a prendere le distanze da Forza Italia, con la ministra per il Sud che è ancora (per ora) almeno ufficialmente parte del movimento azzurro. Lo è, sì, pure se nessuno, dentro e fuori al suo partito, nutre dubbi sul fatto che di Mariastella Gelmini e Renato Brunetta condivida il tormento. Che è personale, prima ancora che politico.

Ma dire che il pressing delle altre forze politiche sia iniziato subito dopo la vittoria dei sovranisti nell’eterno derby coi moderati di Forza Italia significherebbe raccontare una bugia. Perché è cominciato molto prima.

Su Gelmini e Carfagna, in particolare, è da ormai più di un anno che i leader di altre formazioni centriste – e non solo – tentano l’arma della seduzione politica: “Ma cosa ci fate, voi, proprio voi, in un partito vassallo della Lega? Ma come fate a stare con quelli lì?“. Dove quelli lì, però, erano i compagni di un’epopea che è incisa a fuoco sulla pelle dei tre ministri, i quali la stagione berlusconiana non possono e non potranno mai rinnegarla per una semplice ragione: perché finirebbero per rinnegare loro stessi.

Chi vuole Gelmini, la proposta a Brunetta, il calcolo di Carfagna. E le mosse dei leader: Toti, Calenda, Renzi e…

La corte nei confronti dei tre ministri è in queste ore spietata.

E non è – solo – questione di voti, di cui pure in particolare Gelmini e Carfagna possono ampiamente disporre in Lombardia e Campania. In gioco qui c’è dell’altro, perché chi porta a casa l’adesione dei tre che hanno lasciato Forza Italia in nome della fedeltà al governo Draghi potrà a ragione presentarsi davanti agli elettori reclamando la titolarità di quella agenda.

Carlo Calenda è allora il più attivo (e frenetico) di tutti. Da tempo impegnato in una campagna acquisti finalizzata a tradurre le proprie idee in voti, il leader di Azione è in pressing sull’intero pacchetto di ministri forzisti. Mariastella Gelmini è quella allo stato attuale più vicina a cedere alla sua corte, ma per tutti e tre gli azzurri le resistenze riguardano in prospettiva quello che sarà l’approdo di Azione. Sarà protagonista di una corsa solitaria o finirà per stringere un’alleanza strategica con il Partito…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *