Salvini costa a Conte il “bidone” di Mélenchon: avvocato snobbato e deluso…

Per descrivere le ultime ore vissute da Giuseppe Conte si può prendere in prestito la favola di Esopo “La volpe e l’uva“. Sì, perché per quanto la comunicazione grillina si affanni a sottolineare che mai e poi mai l’avvocato ha ambito al titolo di “Mélenchòn italiano, figurarsi se voleva incontrarlo“, le fonti consultate da questo Blog nelle ore precedenti alla discesa a Roma del leader della sinistra francese assicurano che è accaduto esattamente il contrario.

L’abboccamento con lo staff di Mélenchon, il ruolo di Salvini e lo stop francese

Ma come sono andate veramente le cose? E cosa c’entra Matteo Salvini in questa storia? Andiamo ai fatti.

Appresa l’intenzione del radicale transalpino di recarsi in Italia, gli apparati M5s si sono messi all’opera per cercare di realizzare il grande scippo ai danni dell’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, capo politico di Unione Popolare che oggi a Roma incontrerà proprio Mélenchon insieme a Marta Collot e Giuliano Granato, portavoce nazionali di Potere al Popolo e candidati di Unione Popolare. Da quanto emerge, pare che per cercare di ottenere un incontro con Mélenchon siano stati coinvolti anche alcuni europarlamentari M5s. A loro il compito di convincere i colleghi “mélenchoniani” dell’importanza di scegliere in Italia il cavallo giusto su cui puntare: ovviamente Giuseppe Conte.

Spiragli, aperture, illusioni. Fino a quando la richiesta non è arrivata direttamente sulla scrivania dei quadri dirigenziali del partito dell’ex candidato all’Eliseo, La France Inso…

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