Draghi all’ONU, ultimo regalo da premier all’Italia e doppio schiaffo a Conte e Salvini

“Signora Presidente, Signor Segretario Generale, Colleghi delegati, Signore e Signori, È un grandissimo onore per me esser qui oggi”. Inizia così il discorso (a braccio) di Mario Draghi all’Assemblea Generale ONU.

Non cercate appunti o teleprompter: Mario Draghi ha chiaro in testa il suo intervento. Per oltre un anno, giornalisti e politici l’hanno chiamata “agenda Draghi”. Ad un’analisi più approfondita è invece emersa la realtà: è l’agenda Italia.

Draghi parte subito col piede schiacciato sull’acceleratore. Inchioda la Russia di Vladimir Putin, affermando che “le responsabilità del conflitto” in Ucraina “sono chiare – e di una parte sola”. Le facce dei delegati russi? Olio su tela.

Ma Mario Draghi oblitera anche Giuseppe Conte e gli pseudo-pacifisti nostrani nel luogo più alto del confronto internazionale.

Lo fa assicurando che l’Italia ha sostenuto l’Ucraina “senza indugi”, perché “un’invasione militare pianificata per mesi e su più fronti non si ferma soltanto con le parole”.

Un pensiero delicato anche per Matteo Salvini: “Le sanzioni che abbiamo imposto a Mosca hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica russa, sulla sua economia”. Ps: bravi delegati russi, bravi. Prendete appunti e riportate tutto al Cremlino.

Altro passaggio da far leggere a Conte: “Il nostro obiettivo è la pace. Una pace che sia ritenuta accettabile dall’Ucraina – la sola che può essere duratura e sostenibile. Finora, la Russia non ha dimostrato di v…

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