Renzi-Turco: 10 minuti di faccia a faccia infuocato in tribunale. Il pm si avvicina, “e adesso che fa…?”

A Firenze doveva essere il giorno dell’udienza preliminare dell’inchiesta Open. Complice il rinvio richiesto dalla Procura al 27 gennaio, quella odierna sarà invece ricordata come la giornata in cui il pm Luca Turco, visibilmente contrariato, ha infranto qualsivoglia parvenza di galateo forense avvicinandosi all’imputato Matteo Renzi, dal suo punto di vista già “colpevole”, sì, di aver rilasciato un’intervista a lui sgradita.

Scontro infuocato davanti agli avvocati: “E adesso cosa fa?”. Ricostruzione e retroscena

Il passaggio “incriminato” a detta di Turco? Quello in cui Renzi, intervistato ieri dal sito de La Stampa, ha spiegato che sulla vicenda Open “piano piano stiamo arrivando a scoprire che c’era qualcosa che non tornava“. In particolare, Renzi aveva annunciato: “Io domani mattina sono a Firenze e vado davanti ai giudici a dire ‘non mi fido’. Quel Pm lì, Luca Turco, ha preso una carta che doveva distruggere e l’ha mandata in giro in Parlamento. Questo è inaccettabile e quindi io prendo e denuncio uno per uno“.

Una sfida a viso aperto che il pm Turco non ha accettato, come si evince dal fatto che questa mattina abbia deciso di avvicinarsi al banco di Matteo Renzi mostrando proprio l’intervista in questione. Ne sono scaturiti dieci minuti di discussione infuocata, alla presenza degli avvocati del leader di Italia Viva, con quest’ultimo pronto a replicare: “E adesso che fa? Mi processa anche…

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