Copasir, ipotesi rinvio per l’elezione della presidenza: nomi in ballo e “nodi” da sciogliere

Ufficialmente risulta ancora calendarizzata per oggi alle 14, ma l’ipotesi di un rinvio della riunione chiamata ad eleggere presidente, vicepresidente e segretario del Copasir si fa di ora in ora più concreta. Assegnata per legge all’opposizione (sì, ma a quale?), la presidenza dell’organismo chiamato a verificare le attività dell’apparato di intelligence è oggetto di una trattativa serrata che, a stamattina, vede le seguenti parti in causa: Pd e M5s da un lato, centrodestra dall’altro, e Terzo Polo apparentemente tagliato fuori dai giochi ma “in agguato“.

I nomi (e le alternative) dell’accordo in bilico Pd-M5s: Conte per il rinvio, ma i termini di legge…

Nelle scorse settimane, secondo quanto appreso da questo Blog, era stato Giuseppe Conte in persona a porre il veto sull’ipotesi che la presidenza del Copasir venisse assegnata al nominativo dem più accreditato per curriculum: l’ex ministro della Difesa, già presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Lorenzo Guerini.

Troppo atlantista“, il giudizio che secondo ambienti pentastellati l’avvocato aveva associato alla figura – lo ricordiamo – di un ex esponente del suo secondo governo. Il Partito Democratico ha però tenuto il punto, complice l’apprezzamento da parte del centrodestra nei confronti del lodigiano e la prevista disponibilità del Terzo Polo ad appoggiarne la nomina. Il Movimento 5 Stelle ha così preso atto della situazione, dicendosi pronto a sua volta a votare Guerini (pare che Conte lo preferisca comunque ad Enrico Borghi, l’altro “candidato” dem in lizza), ma all’interno di una “logica di pacchetto“. I pentastellati, infatti, voterebbero sì Guerini, ma in cambio della presidenza dell’altra commissione destinata all’opposizione: la Vigilanza Rai. Ed è qui che sorgono i problemi.

Per la suddetta “poltrona” (da gergo pentastellato), l’avvocato avrebbe infatti individuato il profilo del vicepresidente M5S: Riccardo Ricciardi. Quest’ultimo, però, sembrerebbe faticare non poco a raccogliere consensi nella maggioranza di centrodestra, decisa a chiedere ai pentastellati un nome più “digeribile“. Ci sono allora tutti gli elementi per il colpo di scena (d’altronde Ricciardi è regista teatrale di professione). Fino a ieri sera, il nome che circolava tra i grillini era quello di Chiara Appendino, ma nel centrodestra c’è chi fa notare come sia difficile comprendere su quali basi l’ex sindaca pentastellata di Torino possa essere un profilo maggiormente gradito alla maggioranza. E anche tra i dem si registrano perplessità. Occhio allora al “nome terzo“. quello di Alessandra Todde. Ho scritto terzo? Sì, il Terzo Polo a ieri sera faceva sapere maliziosamente che &#…

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