A Conte quel che è di Conte

Giuseppe Conte

Non è stata la cornice suggestiva del cortile di Palazzo Chigi, il gioco di luci, lo stato d’animo diverso con cui il Paese ha ascoltato l’ormai consueto appuntamento del sabato sera con Giuseppe Conte in conferenza stampa. Gli italiani torneranno ad aspettare “C’è posta per te”, prima o poi, ma il premier visto ieri è certamente il migliore dall’inizio della crisi del coronavirus.

Per una volta non c’è paternalismo nelle parole del presidente del Consiglio. Meno prolisso del solito, Conte fa un bagno di realtà quando definisce “rischio calcolato” quello che gli italiani saranno chiamati ad affrontare a partire da domani. “Non possiamo permetterci di aspettare un vaccino” è la frase che segna il ritorno sulla Terra di Palazzo Chigi. “La curva dei contagi potrà tornare a salire” è quella che registra la linea d’incertezza su cui i leader di tutto il mondo saranno chiamati a danzare per mesi, almeno.

La più importante politicamente è quella in cui Conte ammette che il “decreto Rilancio” non è la svolta che il Paese attendeva: “Sono consapevole che non potrà essere la soluzione di tutti i mali, però stiamo dando una mano”. Ecco, sarebbe ingiusto non apprezzare questo tratto caratteriale di Giuseppe Conte. L’assunzione di responsabilità, in politica e nella vita, merita sempre e comunque un plauso. A maggior ragione quando si tratta di intestarsi scelte difficili. Di metterci la faccia.

Il giudizio sul governo non muta, i dubbi sull’efficacia delle politiche sin qui attuate restano, i timori che i limiti di questo esecutivo siano tali da non riuscire a guidare l’Italia fuori dalla crisi economica permangono. Ma qualcosa, tutti, estimatori e detrattori, a Giuseppe Conte dobbiamo riconoscerlo. Un ringraziamento per aver rassicurato milioni di italiani nel mezzo di una minaccia letale. Per aver incarnato con compostezza le istituzioni. Per aver avuto il coraggio, primo in Europa, di chiudere in casa 60 milioni di persone. Non era scontato, non era facile. Abbiamo in mente una lunga lista di politici che avrebbero agito certamente peggio.

Semplice non sarà il durante, il dopo di questa pandemia. Come sempre denunceremo mancanze e meriti del governo e del suo premier. Liberi da vincoli e pregiudizi. Oggi si chiude una fase. A Conte quel che è di Conte.

Un commento su “A Conte quel che è di Conte”

  1. Ecco il mio commento attento quando scrivo fa la legge basata mascherine . Che da mascherine da Carnevale siamo passati alle Maschere dall’Ospedale .mettiamo la visiera lavabile e trasparente e tutti si possono vedere in faccia come usono li infermieri in ospedale così dura anni la visiera aplastica trasparente e più comoda più igenica e più sicurezza a tutti i livelli. Così facciamo lavorare le Americhe della plastica trasparente viva l’Italia Paolo Alberti

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