Attacco hacker Regione Lazio: Zingaretti, “offensiva terroristica”

L’attacco hacker alla Regione Lazio prosegue. Ieri avevo parlato di un episodio senza precedenti in Italia, richiamando ai rischi per la sicurezza nazionale di un’azione simile. Oggi arrivano conferme sulla gravità di quest’offensiva informatica, che sta creando non pochi disagi a milioni di persone.

Dalle prenotazioni delle vaccinazioni (si è tornati al cartaceo), passando al rallentamento delle procedure operative di somministrazione, fino ai ritardi per il rilascio dei green pass e per conoscere gli esiti dei tamponi: questo solo per parlare dell’impatto sulla lotta alla pandemia che un attacco di queste proporzioni è in grado di creare.

Una squadra di centinaia di tecnici è al lavoro in queste ore per tentare di risolvere il problema. Alcuni esperti, però, sono convinti che in questi casi l’unica soluzione sia pagare il riscatto, solitamente richiesto in bitcoin (per non essere rintracciati), che il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al momento nega sia stato anche solo proposto. Si tratta di un aspetto che andrebbe chiarito.

Secondo indiscrezioni, in ogni caso, non dovrebbe esserci uno Stato animato da motivazioni di carattere geopolitico dietro l’offensiva.

Zingaretti ha comunque parlato pochi minuti fa di “attacchi di stampo terroristico“.

Probabilmente una definizione errata, ma aiuta a comprendere la portata di quanto sta accadendo in queste ore, nonché l’urgenza dell’iniziativa del governo Draghi, che ha puntato moltissimo sulla creazione di un’agenzia italiana per la cybersicurezza.

Secondo Zingaretti, ” i dati della sanità regionale sono in sicurezza e non sono stati violati né catturati. Così come i dati finanziari e della banca dati del bilancio” ma l’attacco è ancora in corso, un secondo è stato respinto e “la situazione è seria e molto grave”.

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