Quirinale, Renzi kingmaker: Casini è un nome, il preferito e il jolly

Il fatto che molti in questi giorni stiano facendo il nome di Pier Ferdinando Casini per il Quirinale nel dopo-Mattarella significa una sola cosa: si sta tentando di bruciare il nome di Pier Ferdinando Casini.

Per il Colle che fu residenza dei Papi vale infatti guarda caso la stessa regola del conclave: “Chi vi entra papa ne esce cardinale“.

L’unica certezza al momento sul prossimo capo dello Stato è la seguente: nessuno schieramento ha i numeri per eleggerlo da solo.

Prendiamo il pallottoliere: il magic number per eleggere il nuovo presidente al quarto scrutinio è 505.

Allo stato attuale, il centrosinistra composto da Pd, M5s e Leu può contare su 408 grandi elettori (384 in parlamento, 24 delegati). Il centrodestra con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia risponde con 413 grandi elettori, (381 parlamentari e 32 delegati regionali).

Domanda: come si elegge il capo dello Stato? Con chi sta in mezzo. All’incirca un centinaio fra deputati e senatori che ad oggi non possono essere sommati con sicurezza a questa o a quell’altra coalizione.

Forse soltanto i totiani di Coraggio Italia circa una 30ina – sono attribuibili al centrodestra per dichiarazione d’appartenenza. Senza contare le variabili impazzite, e frastagliate, del Gruppo Misto, altri 5 sono di +Europa. E gli altri? A Matteo Renzi fanno capo 45 grandi elettori.

Risultato: senza i voti di Renzi non si elegge il nuovo presidente della Repubblica. Il leader di Italia Viva vestirà i panni del kingmaker: lo è stato nel 2015 con Mattarella, nel 2019 con il Conte II, nel 2021 con Draghi e lo sarà nuovamente nel 2022.

Occhio però a pensare che l’unico nome di Renzi sia Casini. Lo ha chiarito lo stesso Renzi oggi a Libero: “Nella corsa al Colle gli ex presidenti di Camera o Senato sono tutti candidati naturali. Anche Casini, certo, ha le caratteristiche che lo rendono adatto al ruolo. Ma non è l’unico, anzi“.

Renzi sa come vanno queste cose: è un grande tattico. Casini è uno dei suoi nomi ma non il solo. La prima scelta di Renzi, ad oggi, rimane Sergio Mattarella: vedrete. Outsider? Occhio a Dario Franceschini…

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