Draghi non si fida. Lettera ai ministri: “Sono i compiti per le vacanze”

E’ vero che alla fine anche lui ha deciso di concedersi qualche giorno a Città della Pieve, in Umbria, dove da sempre è solito ricaricare le pile. Ma tutti hanno capito che Mario Draghi non è andato in ferie. Ha soltanto scelto di lavorare in una località più riposante di Roma nella settimana di Ferragosto.

E se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sul fatto che il premier potesse staccare la spina, magari fino a settembre, ogni perplessità è stata spazzata via quando sulla casella di posta elettronica di tutti i ministri è arrivata una lettera firmata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il suo braccio destro, Roberto Garofoli, contenente quelli che qualcuno ha definito “compiti per le vacanze”.

L’agenda del governo, infatti, nei prossimi mesi sarà sempre più fitta e Draghi non vuole correre il rischio che allo stop forzato delle vacanze si aggiunga anche il tempo di ambientamento fisiologico a risintonizzarsi con il ritmo lavorativo. Ecco perché ha chiesto ai suoi ministri di impegnarsi già adesso, ovunque si trovino, per portare avanti i dossier che sa essere più urgenti, in particolare se rapportati allo stanziamento dei soldi del Recovery: dunque fisco, giustizia, Pubblica Amministrazione, ma anche trasporti e scuola, che ritiene vitali in vista di settembre per la ripresa della didattica in presenza.

Nella lettera, Draghi ha fatto allegare l’agenda con tutti gli appuntamenti che attendono il governo, dalla fine del 2021 fino al 2026.

Una sorta di memento, accompagnato da queste parole: “Il rispetto di tali scadenze e il programmato e approfondito esame delle suddette riforme e delle iniziative legislative delle singole amministrazioni è quanto impone un rinnovato approccio al modo stesso di intendere il processo di produzione normativa, quale fattore di impulso alle politiche di sviluppo“.

Un po’ come dire, i tempi sono cambiati: è ora di lavorare, anche in vacanza.

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