Afghanistan, i Talebani sono entrati a Kabul

Dovevano volerci mesi, poi settimane: in realtà è stata questione di giorni. I Talebani stanno entrando in questi minuti a Kabul, la capitale dell’Afghanistan.

Testimoni parlano di spari nelle strade di Kabul. Voci non confermate sostengono che il palazzo presidenziale sia già in lockdown. Che lo sia o meno, è la conferma che il governo del presidente Ghani ha le ore contate.

Ieri sera il presidente Joe Biden, in una nota della Casa Bianca, ha riservato proprio a lui una stoccata non da poco: “Un anno in più, o cinque anni in più, di presenza militare statunitense non avrebbe fatto la differenza se l’esercito afgano non può o non vuole reggere il proprio paese“. Non può o non vuole.

Di certo questo è un tema: dopo anni di addestramento da parte degli USA e dei Paesi NATO c’è da domandarsi com’è possibile che le truppe afgane si siano sciolte come neve al sole. Non accadde così molti anni fa, quando a lasciare il Paese in balia dei Talebani furono i sovietici: in quel caso, prima di crollare, la resistenza degli afgani durò 3 anni. Qui siamo nell’ordine dei 3 giorni.

Il problema è che non c’è speranza di invertire la tendenza. Ne abbiamo parlato due giorni fa con il prof. Margelletti, ma la conferma è arrivata di nuovo ieri sera, quando Biden ha chiarito: “Sono stato il quarto presidente a presiedere alla presenza di truppe americane in Afghanistan: due repubblicani e due democratici. Non vorrei, e non lo farò, passare questa guerra ad un quinto“.

L’America torna a casa. Il suo unico interesse è farlo in sicurezza. Per questo Biden ha avvisato: “Abbiamo comunicato ai rappresentanti talebani a Doha (…) che qualsiasi azione da parte loro sul terreno in Afghanistan, che metta a rischio il personale americano o la nostra missione, sarà affrontata con una rapida e forte risposta militare americana“.

Siamo già oltre, l’Afghanistan è (quasi) perduto.

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