Draghi ha detto sì all’obbligo vaccinale: ecco perché è diverso da Conte

La notizia del giorno arriva quasi sul finire della conferenza stampa di Mario Draghi, quando sembra che il premier abbia già offerto il meglio di sé ridimensionando Salvini a bambino tanto discolo quanto ininfluente per le sorti del governo.

La domanda del giornalista è la seguente: “Diversi virologi ed esponenti della sua maggioranza chiedono l’obbligo vaccinale. Attualmente non si può fare perché il vaccino è giudicato un farmaco emergenziale: una volta che l’EMA e l’AIFA avranno stabilito che è un farmaco tout court come hanno fatto gli americani pensa che questo obbligo vaccinale possa essere introdotto? Le volevo anche chiedere: si va verso una terza dose di vaccino come accade in altri Paesi come Israele o la Germania“.

Risposta di Draghi: “Sì ad entrambe le domande. Darei poi la parola al ministro Speranza, ma è sì ad entrambe le domande.

Ecco il segnale che questo blog aveva auspicato appena pochi giorni fa.

Ed ecco la differenza fra Mario Draghi e Giuseppe Conte. Ebbene sì, qualcuno, probabilmente in malafede, aveva detto di notare una sostanziale continuità tra i due governi. Sbagliato.

Basta dire che ancora pochi giorni fa il leader M5S rispondeva così a chi gli chiedeva se fosse favorevole all’introduzione dell’obbligo vaccinale: “Resto favorevole alla non obbligatorietà del vaccino“.

Oggi il cambio di passo di Draghi: atteso, giusto, benedetto. C’è chi all’ambiguità preferisce la scienza. Che obbligo vaccinale sia. C’è un Paese da salvare, il futuro non aspetta.

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