Draghi e Macron a Marsiglia, il futuro UE si discute a cena: cosa si sono detti

Si incontrano nei pressi del ristorante “Le petit Nice” di Marsiglia, percorrono insieme la stradina che costeggia il mare al tramonto, si abbracciano. E no, non sono due innamorati, ma si può dire che Mario Draghi ed Emmanuel Macron provino sentimenti di amicizia e stima reciproca.

E’ stato il presidente francese a chiedere al primo ministro italiano un incontro al di fuori delle rispettive agende. C’è da concordare la linea da tenere sull’Afghanistan, e i due si intendono al volo sul fatto che l’Unione Europea debba fornire una risposta umanitaria all’altezza dei valori di solidarietà che dice di rappresentare. Il piatto forte, però, è la leadership dell’Europa che verrà da qui a pochi giorni.

L’epopea di Angela Merkel è agli sgoccioli e nessuno può dire oggi con certezza quale tipo di guida avrà il motore tedesco d’Europa, né se avrà effettivamente la forza propulsiva necessaria a dettare l’agenda del Vecchio Continente com’è stato in questi anni con la Cancelliera. Per questo motivo Macron e Draghi sentono la necessità, forse addirittura l’urgenza, di rinsaldare i legami tra Francia e Italia, per farne l’asse attorno al quale far ruotare i futuri equilibri europei. In questo senso è da leggere l’arrivo della firma, entro fine anno, del Trattato del Quirinale per una cooperazione rafforzata tra i due Paesi.

Draghi e Macron insieme discutono anche di Libia, dossier su cui in passato Parigi ha fatto penare Roma non poco. Ma adesso la sensazione è che la comunione d’intenti sia facilitata anche da una presenza nell’area giudicata ostile da entrambi: quella della Turchia di Erdogan.

Sul tavolo, tra una portata del ristorante tre stelle Michelin e l’altra, arriva anche il tema della difesa comune europea. Se la Nato è da tempo “in morte cerebrale” (copyright dell’inquilino dell’Eliseo), ora che gli americani hanno chiarito di non aver intenzione di muoversi se non per tutelare i propri interessi diventa di stringente attualità l’idea di avere una forza militare in grado di reagire rapidamente alle situazioni di crisi. Argomento, questo, che stuzzica non poco gli appetiti di Macron, unico soggetto europeo (dopo l’uscita dell’Inghilterra) a disporre di bomba atomica in UE. Dunque particolarmente interessato al progetto, perché certo di doverne assumere la leadership.

Singoli dossier a parte, quella che permane è l’impressione di due leader consapevoli delle responsabilità che li attendono, decisi a raccoglierle, più per scelta che per necessità.

Così, sullo splendido sfondo del mare di Marsiglia, Draghi e Macron si preparano a guidare l’Europa.

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