L’avvocato assoldato da Trump e il piano per Pence: “Mike, così puoi cancellare la vittoria di Biden”

Un piano “sofisticato, un progetto per rovesciare e rubare illegalmente e incostituzionalmente le elezioni” del novembre 2020 vinte da Joe Biden. Donald Trump le ha tentate veramente tutte prima di lasciare la Casa Bianca. E oggi, giorno d’uscita negli USA di Peril, il libro di Bob Woodward e Robert Costa che con le sue rivelazioni sta dettando l’agenda politica in America, si aggiunge un altro capitolo di sconcerto e inquietudine rispetto alle azioni poste in essere dall’ex presidente per non rinunciare al potere.

John Eastman, un avvocato conservatore che lavorava con il team legale dell’allora presidente Trump, ha infatti cercato di convincere l’ex vicepresidente Mike Pence che avrebbe potuto ribaltare i risultati delle elezioni eliminando i grandi elettori di sette stati durante la fase di certificazione del voto al Congresso, avvenuta il 6 gennaio, il giorno dell’insurrezione a Capitol Hill.

Da quanto emerso il piano dell’avvocato trumpiano, il legale John Eastman, prevedeva un piano in sei fasi per Pence per ribaltare le elezioni per Trump, che includeva l’eliminazione dei risultati in sette stati perché, a suo dire, avevano presentato al Congresso liste di grandi elettori in competizione, divisi fra Trump e Biden. Pence avrebbe dovuto semplicemente mettere da parte quegli stati il 6 gennaio e contare soltanto gli elettori degli stati rimanenti, sosteneva l’avvocato.

Secondo lo schema di Eastman, dopo che i sette stati fossero stati buttati fuori, Trump avrebbe vinto con 232 voti contro 222. Per anticipare gli “ululati” dei democratici che protestavano per l’evidente colpo di stato, secondo l’avvocato, Pence avrebbe invece dovuto dichiarare che nessun candidato aveva raggiunto 270 voti nel Collegio Elettorale. Da regolamento, dunque, l’elezione del presidente sarebbe stata decisa dalla Camera dei Rappresentanti, dove ogni stato avrebbe espresso il proprio voto. E, poiché, i repubblicani controllano 26 delegazioni statali, Trump avrebbe avuto la maggioranza per vincere le elezioni.

Peccato solo che le liste “alternative” di grandi elettori menzionate esistessero semplicemente nella testa di Eastman e Trump.

Il piano è stato proposto per la prima volta a Pence da Trump, in presenza dello stesso avvocato Eastman nello Studio Ovale, il 4 gennaio: “Hai davvero bisogno di ascoltare John. È un rispettato studioso della costituzione. Ascoltalo“, disse Trump secondo quanto scrivono Woodward e Costa in “Peril”. Il controverso legale arrivò a suggerire a Pence di agire senza preavviso: “La cosa più importante qui è che Pence dovrebbe farlo senza chiedere il permesso. (…) Il fatto è che la Costituzione assegna questo potere al vicepresidente come arbitro ultimo. Dovremmo agire avendo sempre questo in mente“.

Pence non si tirò subito indietro. In particolare si consultò con Dan Quayle, come lui repubblicano dell’Indiana e come lui vicepresidente alla Casa Bianca, sotto Bush senior. Compreso che non esisteva alcun margine per agire, andò al Congresso e certificò il risultato delle elezioni, poco dopo aver subito la furia di Donald Trump: “Ci hai tradito. Io ti ho creato. Non eri nessuno!“.

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