La difesa di Morisi: “Non ho commesso reato, chiedo scusa a Salvini”

Non ho commesso alcun reato ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo: chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori a Matteo Salvini e a tutta la comunità della Lega a cui ho dedicato gli ultimi anni del mio impegno lavorativo, a mio padre e ai miei famigliari, al mio amico di sempre Andrea Paganella a fianco del quale ho avviato la mia attività professionale, a tutte le persone che mi vogliono bene e a me stesso.“. Così Luca Morisi, il capo della comunicazione social del leader della Lega, ammette – almeno in parte – il suo coinvolgimento nella storia di droga che lo ha portato a rassegnare le sue dimissioni.

Morisi spiega che questo “è un momento molto doloroso della mia vita, rivela fragilità esistenziali irrisolte a cui ho la necessità di dedicare tutto il tempo possibile nel prossimo futuro, contando sul sostegno e sull’affetto delle persone che mi sono più vicine“.

Morisi fa capire di aver fatto uso di droga ma di non essere uno spacciatore. Saranno gli inquirenti a chiarirlo. Oltre al rispetto per la vicenda personale, però, c’è l’aspetto politico: dalla perquisizione in casa dei carabinieri è trascorso oltre un mese. Salvini sapeva? E’ lecito pretendere una risposta.

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