Il (mio) video sulla conferenza di Conte in inglese è stato censurato: a chi dava fastidio?

Pochi minuti fa ho ricevuto sulla casella di posta elettronica un messaggio da parte di YouTube. Mi informava che il Nexus Instituut, la fondazione che pochi giorni fa aveva ospitato Giuseppe Conte per una conferenza in Olanda, aveva effettuato un reclamo per  violazione del copyright e ottenuto la rimozione del video pubblicato dal mio canale. Per intenderci, quello in cui l’ex premier dava mostra di sé in un inglese lontano dal poter essere definito “sfavillante”. A cosa si deve questa censura?

Voglio essere chiaro. Il Nexus Instituut, in punta di diritto, ha ragione. Il contenuto era suo. Il mio canale YouTube lo aveva pubblicato senza autorizzazione sul proprio canale. Ecco perché YouTube ha assecondato la sua richiesta di rimozione ed ecco perché non presenterò un contro-reclamo.

Poi però c’è la prassi, che racconta tutta un’altra storia, e che porta a sollevare parecchi quesiti su questa vicenda.

Sì, perché il mio canale YouTube non è certo il solo a condividere contenuti prodotti da altri media. Mi spiego meglio: può capitare che il mio blog (come quello di chiunque altro) pubblichi l’estratto di un’intervista di un personaggio politico apparso sulla Rai o su La7. In quel caso Rai e La7 fanno questo discorso: il video pubblicalo pure, ma gli eventuali introiti derivanti da un alto numero di visualizzazioni ce li prendiamo noi che siamo “titolari” di quel contenuto. Tutto giusto, tutto lineare.

Eppure in questo caso, nel caso del …

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