Tutti con Bertolaso

Guido Bertolaso è risultato positivo al coronavirus. Come tanti altri italiani, è vero, cui va il nostro più sincero in bocca al lupo. Ma questo contagio è un po’ più simbolico degli altri. E non perché sulle pagine di questo blog abbiamo invocato il suo ritorno per fronteggiare l’emergenza. E neanche perché siamo stati tra quanti hanno esultato quando la Regione Lombardia lo ha assunto come consulente.

La vicenda di Bertolaso è quella di un servitore dello Stato che poteva starsene tranquillo in Africa, a migliaia di chilometri di distanza dall’epicentro della pandemia, e invece dinanzi all’emergenza ha scelto di non sottrarsi, ben consapevole dei rischi che correva. A tutti i detrattori a prescindere, l’ex Capo della Protezione Civile ha tolto ogni pretesto per fare polemica: non lo ha fatto per soldi, percepirà un compenso simbolico di 1€, alla fine del suo lavoro. Lavoro che continuerà anche adesso, nonostante la positività al Covid-19, come lo stesso Bertolaso ha tenuto a precisare.

La sua mano, quella di “mister Emergenza”, in pochi giorni ha prodotto risultati impensabili. Qualcuno sosteneva che l’ospedale in Fiera a Milano non si potesse fare: la realtà che Bertolaso è arrivato e alla fine di questa settimana con ogni probabilità saranno disponibili i primi 250 posti letto di rianimazione. Un capolavoro.

Adesso si riguardi, Guido. Che di lui c’è bisogno in fretta. A margine del post su Facebook in cui ha annunciato di essere positivo al Covid-19, ha scritto: “Vincerò anche questa battaglia”. Aggiunta superflua, se lo lascerà dire. Su questo non c’erano dubbi. Tutti con Bertolaso.

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