“Baradar ucciso dagli Haqqani”: in Afghanistan i Talebani si ammazzano a vicenda

Il mullah Baradar, vicepremier del neonato governo talebano in Afghanistan, sarebbe stato ucciso in uno scontro a fuoco tra fazioni talebane. La notizia necessita ancora di conferme, ma sta facendo il tam tam tra le redazioni di tutto il mondo: Baradar è la mente politica dei Talebani, ne ha vissuto tutto le stagioni, dai sovietici ad oggi, risultando ogni volta decisivo. E’ l’uomo che gli americani hanno liberato di prigione, il leader che ha messo nel sacco l’amministrazione Trump con gli accordi di Doha.

Ancora più clamoroso è leggere chi avrebbe ucciso Baradar: si tratterebbe di miliziani fedeli alla “rete Haqqani“. Stiamo parlando più precisamente di Sirajuddin Haqqani, il nuovo ministro dell’Interno afgano su cui pende una taglia da 5 milioni di dollari da parte dell’FBI. E’ l’uomo dei kamikaze, l’incubo degli americani che in questi 20 anni temevano di restare vittime dei suoi attentati.

Lo scontro a fuoco sarebbe avvenuto all’Arg, il palazzo presidenziale di Kabul. Di nuovo: la notizia necessita di ulteriori conferme – e non è semplice riceverle da un Paese con così pochi giornalisti – ma fosse vera, l’uccisione di Baradar segnerebbe un momento di rottura nella vicenda afgana, ponendo le basi per una guerra civile. Sconfitto l’invasore, i Talebani si ammazzano a vicenda: si contendono la guida del Paese, il futuro, il potere.

+++ AGGIORNAMENTO: LA SMENTITA DI BARADAR, “SONO VIVO”. MA È GIALLO SUL MESSAGGIO AUDIO +++

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