Ucraina, Macron ottiene il sì di Biden e Putin: “Ora un incontro”. Ma la Casa Bianca non si fida

Arriva a notte fonda il risultato di un’intera giornata di sforzi diplomatici per Emmanuel Macron.

Prima un’ora e 45 minuti di telefonata con Putin: in cambio una promessa poco realistica, ovvero il ritiro dei soldati russi dalla Bielorussia.

Poi un rapido colloquio (15 minuti) con Joe Biden, reduce dall’aver cancellato all’ultimo momento – mossa rara per un presidente – un viaggio programmato in Delaware, dalla sua famiglia.

Infine – ed ecco arrivare la svolta – una nuova telefonata con Vladimir Putin, iniziata all’1 di notte italiana e durata circa un’ora, fa sapere l’Eliseo, in cui Macron gioca il tutto per tutto.

Il risultato è la disponibilità da parte del leader della Casa Bianca e di quello del Cremlino ad incontrarsi. Ad un patto, però, osservano subito da Washington: che nel frattempo l’invasione dell’Ucraina non sia già iniziata.

Lo scetticismo americano: “I russi continuano a preparare l’invasione”

Lo scetticismo americano traspare in tutta la sua evidenza dal comunicato con cui la Casa Bianca commenta la novità: “Come il Presidente ha più volte chiarito, ci impegniamo a perseguire la diplomazia fino al momento in cui comincerà un’invasione. Il segretario Blinken e il ministro degli Esteri Lavrov si incontreranno entro la fine della settimana in Europa, a condizione che la Russia non proceda con l’azione militare. Il presidente Biden ha accettato in linea di principio un incontro con il presidente Putin dopo quell’impegno, ancora una volta, se non si sarà verificata un’invasione. Siamo sempre pronti per la diplomazia. Siamo anche pronti a imporre conseguenze rapide e gravi, se la Russia dovesse invece scegliere la guerra. E attualmente, la Russia sembra continuare i preparativi per un assalto su vasta scala all’Ucraina molto presto“.

La road map e i rischi per Biden

La road map è molto chiara: Blinken e Lavrov si vedranno prima per preparare l’incontro fra Biden e Putin. Dovesse andare male il primo tavolo il secondo non verrebbe neanche apparecchiato. In entrambi i casi la condizione per partecipare è quella che l’invasione non abbia già avuto inizio. E in questo senso è chiaro che la Casa Bianca ha la consapevolezza di avere tra le mani materiale incandescente. Senza troppi giri di parole: cosa succede se mentre Biden dialoga con Putin i carri armati russi entrano in Ucraina? Cosa accade se durante il colloquio ha inizio l’incursione delle truppe di terra? Risposta: in questi casi bisogna fidarsi. Domanda: ma chi può fidarsi del Cremlino?

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