Conte ci mette la faccia (e stavolta ha ragione)

Questo blog non è mai stato particolarmente tenero nei confronti di Giuseppe Conte. Dalla sua nascita non sono mancate critiche per tutti (e sottolineo tutti) gli esponenti politici. Una premessa che vuole rimarcare la libertà di pensiero e di vincoli di chi scrive da qualsivoglia partito.

Con questa stessa libertà oggi non posso non giudicare positivamente l’assunzione di responsabilità del premier nei confronti dell’ordinanza di riapertura della governatrice Santelli in Calabria. L’iniziativa assunta nottetempo dall’esponente di Forza Italia risultava a mio avviso una forzatura rispetto ai principi di prudenza e gradualità che devono animare l’azione di governo in questo frangente così delicato.

Passare dalla Fase 1 alla Fase 2 è un obbligo. Passare dalla Fase 1 alle Fase 10 è un azzardo che rischia di essere scontato a caro prezzo dai cittadini. Compito delle istituzioni, come ho scritto più volte in questi giorni, dev’essere quello di contemperare l’aspetto economico con la necessità di garantire la salute pubblica. Equilibrio non facile da raggiungere e allo stesso tempo indispensabile.

Entrando nel dettaglio dell’ordinanza della Santelli, come ho già ricordato ieri, il problema non è tanto l’apertura delle attività di ristorazione che potranno servire i clienti all’aperto (questa sarà la normalità per tutta l’estate), quanto il messaggio politico comunicato ai cittadini: quello di una riapertura improvvisa (se non improvvisata) che rischia di vanificare gli sforzi compiuti finora.

Sempre su queste pagine abbiamo proposto di adottare il modello spagnolo o francese: tutti piani che gradualmente prevedono il ritorno alla normalità (o ad una sua parvenza) ma nell’arco di più settimane e su osservazioni di carattere geografico in relazione al contagio.

Nell’attesa che il protocollo varato dal Comitato Tecnico Scientifico (speriamo in fretta) dia indicazioni chiare, non possiamo che applaudire l’assunzione di responsabilità di Conte nei confronti della governatrice Santelli: “Non ci sarà un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali, ma basato su rilevazioni scientifiche“. Pertanto “iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime“. Conte ci mette la faccia. Non era scontato.

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